Il Trentodoc continua a scrivere pagine d’eccellenza nel panorama enologico mondiale, confermandosi non solo come il primo spumante metodo classico italiano a fregiarsi della denominazione d’origine controllata (nel 1993), ma soprattutto come il simbolo di un territorio unico in cui la montagna incontra la grande tradizione enoica.
A celebrare questo legame profondo tra la terra alpina e le sue celebri bollicine sarà, dal 25 al 27 settembre 2026, la quinta edizione del Trentodoc Festival, l’attesa kermesse promossa dalla Provincia autonoma di Trento e organizzata da Trentino Marketing insieme all’Istituto Trentodoc, in collaborazione con il Corriere della Sera.
La storia del Trentodoc è una storia di pionieri. Iniziata agli albori del Novecento grazie all’intuizione di Giulio Ferrari — che per primo comprese come il terroir e il clima trentini fossero vocati alla produzione di un metodo classico d’eccellenza — questa tradizione è cresciuta generazione dopo generazione fino a contare oggi decine di case spumantistiche associate.
Ciò che rende inconfondibile il Trentodoc è il cosiddetto fattore “altezza”: le escursioni termiche tra il giorno e la notte, l’aria pura delle Dolomiti e la cura meticolosa in vigna donano alle uve (principalmente Chardonnay, ma anche Pinot Nero, Pinot Bianco e Meunier) un’acidità, una freschezza e una complessità aromatica ineguagliabili. Ogni bottiglia racchiude il gesto del remuage e la pazienza di un lungo affinamento sui lieviti.
La kermesse di settembre si preannuncia particolarmente ricca, con oltre 160 eventi distribuiti tra il centro storico di Trento e i luoghi d’origine della produzione. La formula vincente dell’evento mescola la degustazione tecnica alla cultura, all’arte e allo spettacolo.
Le Cantine Aperte: Il cuore pulsante dell’esperienza saranno i 125 appuntamenti direttamente nelle aziende spumantistiche, dove i produttori accoglieranno gli enoturisti per svelare i segreti della lavorazione.
I Wine Talks: Curati dal vicedirettore del Corriere della Sera Luciano Ferraro, i dibattiti culturali metteranno a confronto grandi firme del giornalismo, economisti, produttori e personaggi del mondo dello spettacolo e dell’architettura (tra cui gli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas e volti noti della TV e della musica come Noemi e Andrea Pennacchi). Si parlerà del valore del tempo, di mercati internazionali e della comunicazione del vino.
L’anteprima in alta quota: Ad aprire idealmente le danze sarà, il 20 settembre, l’evento “Trentodoc elevation, bollicine d’alta quota” sul Doss del Sabion, un percorso guidato dal miglior sommelier d’Italia 2017 Roberto Anesi per esplorare il legame viscerale tra altitudine e calice.
Il Trentodoc Festival non si limita a celebrare un prodotto d’eccellenza, ma agisce da straordinario volano per l’intero sistema turistico ed economico regionale. Dalle degustazioni guidate alle masterclass con i Master of Wine, passando per i menu dedicati nei ristoranti e nei wine bar del centro storico, Trento si trasforma per un intero weekend nella capitale globale del metodo classico.
Un appuntamento imperdibile per appassionati, winelover e curiosi, pronti a scoprire come una bollicina di montagna possa raccontare, sorso dopo sorso, l’anima autentica delle sue montagne.
