Modena Cento Ore 2026, la quarta tappa

Da Forte dei Marmi a Modena

Dalla Versilia alla Garfagnana: l’ultima sfida sulle strade dell’Appennino

Sabato 10 ottobre 2026 la Modena Cento Ore affronta la sua quarta e ultima tappa, quella che porta gli equipaggi da Forte dei Marmi a Modena, dove verrà decretato il vincitore dell’edizione. Dopo tre giornate tra Romagna, Emilia, Toscana e circuiti storici, le auto lasciano la Versilia per dirigersi verso l’entroterra apuano e la Garfagnana, in una frazione che concentra ben quattro prove speciali e diversi passaggi in località di grande interesse. La partenza avviene da Forte dei Marmi, località che la sera precedente ha accolto gli equipaggi con il Beach Party al Bambaissa Beach Club. Il primo trasferimento conduce verso Massa, dove è prevista una sfilata nel centro cittadino, tra palazzi storici e testimonianze di un territorio profondamente legato alla storia delle Apuane. Da qui la competizione entra immediatamente nel vivo con la Prova Speciale 7, uno dei tratti cronometrati su strada più impegnativi e affascinanti della manifestazione. Superata la prova, le vetture proseguono verso Castelnuovo di Garfagnana, principale centro della valle e porta d’accesso a un territorio montano ricco di borghi, castelli e strade panoramiche. Anche qui è prevista una sfilata, prima di affrontare la Prova Speciale 8 e, successivamente, la Prova Speciale 9. Per gli equipaggi della categoria Velocità si tratta di un finale particolarmente intenso: dopo le gare affrontate nei circuiti di Misano, Imola e Mugello e le precedenti prove speciali, le auto devono ancora una volta mettere alla prova velocità, precisione e capacità di adattamento alle strade tortuose dell’Appennino.

Da Barga a Sassuolo, fino al traguardo di Modena

Dopo la doppia prova sulle strade della Garfagnana, il percorso prosegue verso Barga, uno dei borghi più suggestivi della Media Valle del Serchio, dove gli equipaggi si fermano per il pranzo sulle verdi colline toscane. È l’ultima pausa prima del rush finale della competizione: il programma prevede infatti una quarta e ultima prova speciale, la numero 10, che rappresenta l’ultimo confronto cronometrato dell’edizione 2026. Superato questo passaggio, la carovana lascia definitivamente la Toscana e si dirige verso l’Emilia, con una sfilata a Sassuolo, città conosciuta in tutto il mondo come capitale della ceramica e importante centro della Motor Valley. È anche il momento in cui il viaggio automobilistico della Modena Cento Ore torna nel territorio che dà il nome alla manifestazione, preparando gli equipaggi all’arrivo. La destinazione finale è infatti Modena, dove le vetture raggiungono Piazza Roma per il traguardo e le premiazioni. Qui si conclude ufficialmente la competizione, dopo quattro giornate caratterizzate da gare in circuito e prove speciali, con un percorso che ha collegato la Riviera Romagnola alla Versilia passando attraverso alcuni dei paesaggi più spettacolari dell’Italia centrale. La giornata non termina però con la bandiera a scacchi: in serata gli equipaggi saranno protagonisti della serata conclusiva presso l’Accademia Militare di Modena, prima del pernottamento in città. Dopo la gara, domenica 11 ottobre, è previsto il check-out e il saluto agli equipaggi, con l’arrivederci alla prossima edizione.

Il passaggio a Massa

La mattina di sabato 10 ottobre 2026, la carovana della Modena Cento Ore lascerà Forte dei Marmi per affrontare la quarta e ultima tappa della competizione, diretta verso il traguardo di Modena. Tra i primi centri attraversati ci sarà Massa, dove le vetture saranno protagoniste di una sfilata nel centro cittadino prima di proseguire verso le prove speciali dell’Appennino. Il passaggio assume un significato particolare perché porta la manifestazione nel territorio delle Alpi Apuane, un paesaggio nel quale la storia della città è strettamente legata alla presenza delle montagne e soprattutto all’estrazione del marmo. Massa è infatti il capoluogo della provincia di Massa-Carrara e sorge ai piedi delle Apuane, in una posizione che permette di passare rapidamente dal centro urbano alla montagna e alla costa. Il cuore storico è dominato dal Castello Malaspina, imponente fortezza che dall’alto controlla la città e testimonia il ruolo strategico assunto da Massa nel corso dei secoli. Più in basso si trovano il Duomo dei Santi Pietro e Francesco, il Palazzo Ducale e Piazza Aranci, uno degli spazi più rappresentativi del centro storico. Saranno proprio queste atmosfere urbane a fare da sfondo al passaggio delle auto storiche, in un momento nel quale la competizione lascia per qualche istante le strade più veloci per incontrare direttamente le città e i territori attraversati. La formula della Modena Cento Ore combina infatti la componente sportiva con quella turistica: lungo il percorso gli equipaggi non affrontano soltanto circuiti e prove speciali, ma attraversano borghi e città scelti anche per il loro patrimonio storico e paesaggistico.

Massa, tra i Malaspina e le Alpi Apuane

La storia di Massa affonda le proprie radici nel Medioevo: il primo documento che ne attesta l’esistenza risale all’882 e nei secoli successivi il nucleo abitato si sviluppò ai piedi delle Alpi Apuane, diventando progressivamente un centro fortificato. La svolta arrivò nel Quattrocento, quando Massa passò sotto il dominio dei Malaspina, e soprattutto nel Cinquecento con i Cybo-Malaspina, che trasformarono la città in una piccola capitale ducale. Ancora oggi questa lunga stagione si legge nelle architetture del centro storico, a partire da Piazza Aranci, il grande spazio dominato dal Palazzo Ducale, conosciuto anche come Palazzo Rosso per il caratteristico colore della facciata. Il palazzo, nato da una preesistente villa dei Malaspina e ampliato nel corso dei secoli, divenne la principale residenza della corte e conserva ancora oggi importanti testimonianze della sua storia. Da Piazza Aranci si può proseguire a piedi verso il Duomo dei Santi Pietro e Francesco, edificio che raccoglie testimonianze di epoche diverse e conserva, tra le altre opere, una Madonna con Bambino attribuita al Pinturicchio e un presepe di Benedetto Buglioni. Vale poi la pena perdersi tra le vie del centro, raggiungere il Teatro Guglielmi e il Museo Diocesano, oppure salire verso il Castello Malaspina, il grande fortilizio che domina Massa dall’alto di uno sperone roccioso. Le sue origini sono medievali, mentre tra Quattrocento e Seicento il complesso fu trasformato anche in residenza signorile; dalla posizione sopraelevata lo sguardo abbraccia la città, la pianura costiera e le montagne. Una gita attraverso la storia di una città che si sposa magnificamente con lo spirito della 100 ore.

Il passaggio a Modena

Arrivare a Modena significa, per la Modena Cento Ore, tornare nel luogo in cui la passione per l’automobile ha trovato una delle sue espressioni più alte. La città non è infatti soltanto il traguardo conclusivo della competizione, ma rappresenta il cuore di quel territorio che ha trasformato la meccanica, la velocità e la cultura delle corse in una vera identità. Il legame con l’automobilismo passa innanzitutto attraverso Enzo Ferrari, nato a Modena nel 1898 e destinato a diventare uno dei personaggi più importanti nella storia delle competizioni e dell’industria automobilistica mondiale. Oggi la sua memoria è custodita dal Museo Enzo Ferrari, ospitato accanto alla storica officina del padre Alfredo, dove un moderno padiglione espositivo racconta la vita del fondatore della Scuderia e l’evoluzione delle sue automobili. Ma Ferrari è soltanto uno dei nomi che hanno costruito la vocazione motoristica modenese. In città è nata e cresciuta anche la storia di Maserati, mentre a pochi chilometri dal centro si trovano realtà come Pagani Automobili, oltre a collezioni storiche dedicate a marchi e costruttori che hanno fatto la storia delle competizioni. La stessa città propone un vero itinerario per appassionati, dal Museo Enzo Ferrari alla Collezione Maserati Umberto Panini, passando per il Museo Stanguellini e lo showroom Maserati. È questo patrimonio, fatto di industrie, officine, progettisti, piloti, collezionisti e artigiani, ad aver contribuito a trasformare Modena nel cuore della Motor Valley dell’Emilia-Romagna, un territorio di circa 300 chilometri nel quale si concentrano marchi automobilistici, circuiti, musei e collezioni di rilevanza internazionale.

Piazza Roma, il traguardo ideale per una gara che racconta la Motor Valley

È quindi particolarmente significativo che la Modena Cento Ore scelga proprio Modena per il suo arrivo finale. Dopo quattro giornate attraverso Romagna, Appennino, Toscana e Versilia, le auto storiche tornano nella città che più di ogni altra rappresenta il patrimonio automobilistico italiano. Il 10 ottobre 2026, al termine della quarta tappa partita da Forte dei Marmi e passata attraverso Massa, Castelnuovo di Garfagnana, Barga e Sassuolo, la carovana raggiungerà infatti Piazza Roma, davanti al Palazzo Ducale, per il traguardo e le premiazioni. Il luogo scelto aggiunge un ulteriore elemento scenografico a una manifestazione nella quale automobile, storia e territorio procedono costantemente insieme. Qui la competizione si ricongiunge simbolicamente con una città che ha fatto della cultura dei motori uno dei propri elementi distintivi: bastano pochi chilometri per incontrare il mondo Ferrari a Maranello, quello Pagani a San Cesario sul Panaro e numerose collezioni dedicate alle vetture storiche, mentre nel territorio modenese trovano posto anche l’Autodromo di Modena e altre realtà legate alla produzione e alle competizioni. Per chi arriva a Modena seguendo la gara, il traguardo può quindi diventare l’inizio di un itinerario nella Motor Valley: dal centro storico, con Piazza Grande, Duomo e Ghirlandina, patrimonio UNESCO, si può proseguire verso il Museo Enzo Ferrari e poi allargare il viaggio alle collezioni, alle fabbriche e ai circuiti della provincia. È proprio questa continuità tra patrimonio culturale e cultura automobilistica a rendere speciale il rapporto tra la città e la Cento Ore. Le vetture che arrivano in Piazza Roma non sono semplicemente alla fine di una gara: dopo aver attraversato alcuni dei paesaggi più belli dell’Italia centrale, tornano nel territorio che ha contribuito a rendere l’automobile italiana un simbolo mondiale di prestazioni, eleganza, ingegno e passione.