Autumnus – I frutti della terra 2026

Trento celebra l’autunno tra sapori, cultura e territorio

Quando l’estate lascia lentamente spazio ai colori dell’autunno, Trento si prepara a trasformarsi in un grande palcoscenico dedicato ai sapori, ai profumi e alle tradizioni del territorio. Dal 1° all’11 ottobre 2026 torna Autumnus – I frutti della terra Città di Trento, una manifestazione che negli anni è diventata uno degli appuntamenti più significativi per conoscere e valorizzare l’enogastronomia trentina.

Per undici giornate il centro storico della città sarà attraversato da un calendario ricco di iniziative: mercati, degustazioni, laboratori, incontri, show cooking, cene d’autore, approfondimenti e occasioni di confronto con produttori, chef, esperti e professionisti della filiera agroalimentare. L’obiettivo non è soltanto quello di presentare prodotti di qualità, ma di raccontare tutto ciò che si trova dietro un alimento: il territorio in cui nasce, le persone che lo producono, le tecniche con cui viene lavorato e la cultura che lo accompagna.

Una città intera diventa un palcoscenico per l’evento

Uno degli aspetti più caratteristici di Autumnus è il rapporto stretto con la città. Non si tratta infatti di una manifestazione concentrata in un unico spazio espositivo, ma di un evento diffuso che coinvolge piazze, vie, palazzi storici e luoghi culturali del centro di Trento.

Il visitatore può quindi vivere l’esperienza di Autumnus camminando per la città, passando da una degustazione a un laboratorio, da un incontro a una proposta gastronomica, mentre intorno continua a scorrere la vita quotidiana di Trento. Piazza Mostra, Piazza Cesare Battisti, Piazza Duomo e altri luoghi del centro diventano punti di riferimento di un percorso che mette insieme gastronomia, storia, architettura e socialità. La manifestazione coinvolge inoltre location storiche e suggestive, arrivando fino agli spazi legati al Castello del Buonconsiglio e alle torri della città.

È proprio questa dimensione urbana a rendere Autumnus particolare. Il cibo non viene presentato come elemento isolato, ma come parte integrante dell’identità di Trento e del Trentino. Passeggiare tra le vie del centro significa così entrare in contatto contemporaneamente con la storia della città e con le produzioni che caratterizzano il suo territorio.

I frutti della terra come racconto del Trentino

Il titolo “I frutti della terra” sintetizza perfettamente la filosofia della manifestazione. Autumnus nasce infatti dalla volontà di valorizzare le produzioni agricole e agroalimentari trentine e, allo stesso tempo, di far conoscere al pubblico il lavoro che rende possibile la loro presenza sulle tavole.

Dietro una bottiglia di vino, un formaggio, un prodotto da forno, un frutto o una specialità locale ci sono stagioni, competenze, lavoro quotidiano e una relazione profonda con l’ambiente. Il territorio trentino, caratterizzato dalla presenza delle montagne, delle vallate, dei vigneti e dei diversi microclimi, offre una straordinaria varietà di produzioni.

Autumnus permette di incontrare direttamente questo patrimonio. I produttori diventano protagonisti della manifestazione e hanno la possibilità di raccontare il proprio lavoro, mentre il pubblico può scoprire caratteristiche e differenze dei prodotti attraverso degustazioni e momenti di approfondimento.

Questa dimensione rappresenta uno dei punti di forza dell’evento: mangiare e bere diventano strumenti per conoscere. Una degustazione non è soltanto un momento di piacere, ma può trasformarsi in un’occasione per comprendere l’origine di un prodotto, le tecniche di produzione, le caratteristiche di una determinata zona e il valore economico e culturale di una filiera.

Oltre 200 appuntamenti per undici giorni

La sesta edizione di Autumnus 2026 si presenta con un programma particolarmente ampio: sono previsti oltre 200 appuntamenti distribuiti nel centro storico di Trento. Degustazioni, show cooking, laboratori, incontri e cene d’autore costruiranno un calendario capace di rivolgersi a pubblici differenti.

Chi ama il vino potrà avvicinarsi alle produzioni vitivinicole del territorio; chi è interessato alla cucina potrà assistere alle dimostrazioni degli chef; chi desidera conoscere meglio le materie prime potrà partecipare ai laboratori; le famiglie potranno trovare attività più coinvolgenti e partecipative.

La varietà delle proposte è fondamentale perché permette alla manifestazione di superare i confini del tradizionale festival gastronomico. Autumnus non è soltanto una sequenza di assaggi, ma un percorso di conoscenza costruito attraverso esperienze differenti.

In questo senso assume particolare importanza anche il nuovo Passaporto di Autumnus, un progetto esperienziale gratuito pensato per accompagnare i visitatori alla scoperta della manifestazione. Il pubblico potrà raccogliere timbri partecipando a laboratori, degustazioni, attività legate ai prodotti del Marchio Qualità Trentino e iniziative ospitate negli edifici storici della città.

Il passaporto introduce quindi una componente ludica e interattiva che invita il visitatore a non limitarsi a osservare, ma a partecipare attivamente. La scoperta del territorio diventa un viaggio fatto di tappe, incontri e assaggi.

Il valore del Marchio Qualità Trentino

Uno dei temi centrali dell’edizione 2026 è la valorizzazione del Sistema Marchio Qualità Trentino, che rappresenta un elemento importante per identificare e promuovere le produzioni del territorio.

La qualità, in questo contesto, non riguarda soltanto il prodotto finale. Significa parlare di filiere, competenze, materie prime, controlli, tradizione e capacità di innovare. Autumnus vuole mettere in relazione questi elementi, creando un contatto diretto tra produttori, operatori del settore e consumatori.

Il mercato rappresenta una delle modalità più immediate attraverso cui questo incontro può avvenire. A Piazza Mostra sarà possibile conoscere numerose eccellenze della filiera agroalimentare trentina e incontrare direttamente chi le produce. Il mercato diventa così una sorta di vetrina del territorio, ma anche un luogo di dialogo.

Per il visitatore può essere l’occasione per scoprire prodotti meno conosciuti, ascoltare le storie delle aziende e portare con sé una parte dell’esperienza vissuta a Trento.

Il vino trentino protagonista

Tra i protagonisti di Autumnus 2026 ci sarà naturalmente il vino. Il Trentino possiede una tradizione vitivinicola particolarmente importante e la manifestazione dedica spazio alla conoscenza dei suoi vitigni e delle sue produzioni.

Una delle novità dell’edizione 2026 sarà la Strada dei Vitigni Autoctoni, prevista nelle giornate del 9, 10 e 11 ottobre. Il percorso sarà articolato in cinque stazioni: quattro dedicate rispettivamente a Müller-Thurgau, Teroldego, Marzemino e Nosiola, mentre una quinta sarà dedicata all’incontro tra vino, gastronomia e distillati del territorio.

Il progetto consentirà di affrontare il vino non soltanto dal punto di vista della degustazione, ma anche attraverso il racconto delle aree di produzione e delle caratteristiche dei diversi vitigni. Produttori e sommelier accompagneranno il pubblico in un percorso che mette insieme cultura enologica e conoscenza del territorio.

In un periodo dell’anno particolarmente legato alla vendemmia e alla trasformazione dei prodotti della terra, il vino diventa così una delle chiavi attraverso cui leggere il paesaggio trentino.

La cucina incontra il territorio

Autumnus dedica grande attenzione anche alla cucina. Gli show cooking e le cene d’autore permettono di mettere in relazione le materie prime locali con la creatività degli chef.

La cucina diventa così un laboratorio nel quale tradizione e contemporaneità possono dialogare. Da una parte ci sono prodotti e ricette legati alla storia del territorio; dall’altra ci sono tecniche moderne, nuove interpretazioni e contaminazioni provenienti da altre culture gastronomiche.

L’edizione 2026 rafforza proprio questa apertura. Sono previste collaborazioni nazionali e internazionali, con la presenza di chef provenienti, tra gli altri, da Francia, Svizzera e Marocco e il coinvolgimento di realtà vitivinicole di territori come Toscana e Borgogna.

Il confronto con ospiti esterni non serve a mettere in secondo piano la cucina trentina. Al contrario, può contribuire a far emergere le sue caratteristiche attraverso il confronto. Un territorio diventa infatti ancora più riconoscibile quando è capace di dialogare con ciò che arriva da fuori senza perdere la propria identità.

Tradizione e innovazione

Uno degli elementi più interessanti di Autumnus è proprio l’equilibrio tra tradizione e innovazione. Il Trentino gastronomico raccontato durante la manifestazione non è un patrimonio immobile da conservare, ma una realtà viva, capace di adattarsi e rinnovarsi.

Le tradizioni alimentari sono il risultato di secoli di relazione tra persone e ambiente. Conservarle significa conoscerle, ma anche trovare nuovi modi per trasmetterle alle generazioni future.

I laboratori svolgono in questo senso un ruolo importante. Imparare a realizzare un prodotto, conoscere una tecnica o comprendere il lavoro necessario per ottenere una determinata specialità significa trasformare un consumatore in un partecipante.

Il cibo diventa quindi esperienza e conoscenza. E proprio questa dimensione educativa può contribuire a rafforzare il rapporto tra cittadini, visitatori e territorio.

Un evento per residenti e turisti

Autumnus si rivolge contemporaneamente alla comunità locale e a chi arriva a Trento per turismo. Per i residenti rappresenta un’occasione per riscoprire il centro storico e conoscere realtà produttive spesso vicine ma non sempre conosciute a fondo.

Per i visitatori, invece, l’evento può diventare un modo particolarmente efficace per entrare in contatto con il Trentino. La gastronomia permette infatti di conoscere un territorio attraverso tutti i sensi.

Il profumo del vino, il sapore di un formaggio, la consistenza di un prodotto appena preparato, il racconto di un produttore o la vista di una piazza storica trasformata per l’occasione: sono esperienze che costruiscono un ricordo molto più completo rispetto alla semplice visita a un luogo.

In questo senso Autumnus si inserisce perfettamente nella vocazione turistica di Trento, città in cui patrimonio storico, cultura, montagna ed enogastronomia possono convivere all’interno di un’unica esperienza.

Trento città dei grandi eventi

L’edizione 2026 assume inoltre un significato particolare perché Autumnus si svolgerà negli stessi giorni del Festival dello Sport, in programma dal 1° al 4 ottobre. La concomitanza dei due eventi rafforza l’immagine di Trento come città capace di ospitare manifestazioni di richiamo nazionale e internazionale.

Sport ed enogastronomia possono sembrare mondi molto differenti, ma entrambi parlano di territorio, persone, passione, benessere e stili di vita. La presenza contemporanea delle due manifestazioni amplia l’offerta della città e crea un periodo particolarmente ricco per residenti e visitatori.

Per alcuni giorni Trento sarà quindi attraversata da pubblici diversi: appassionati di sport, turisti, famiglie, professionisti della ristorazione, produttori, chef e semplici curiosi. È proprio questa capacità di mettere in comunicazione persone e interessi differenti a rendere una città viva durante un grande evento.

La sostenibilità e il valore delle filiere locali

Parlare di prodotti locali significa inevitabilmente parlare anche di sostenibilità. La valorizzazione delle filiere territoriali può contribuire a rafforzare il rapporto tra produttori e consumatori e a far comprendere il valore del lavoro agricolo e agroalimentare.

Conoscere l’origine di ciò che arriva sulla tavola significa anche diventare più consapevoli delle risorse necessarie per produrlo. Un prodotto non nasce sugli scaffali di un negozio: nasce da un territorio, dal lavoro di agricoltori, allevatori, viticoltori, artigiani e trasformatori.

Autumnus porta queste storie al centro della città. La manifestazione diventa così anche un’occasione per parlare di economia locale, agricoltura, turismo e cultura.

Il rapporto tra città e campagna, tra produttore e consumatore, è uno dei temi più importanti che un evento di questo tipo può contribuire a rendere visibile.

Il nuovo volto dell’esperienza gastronomica

Negli ultimi anni il modo di vivere il cibo è cambiato. Sempre più persone non cercano soltanto un buon prodotto, ma desiderano conoscerne la storia. Vogliono sapere chi lo produce, dove nasce, come viene realizzato e perché possiede determinate caratteristiche.

Autumnus intercetta proprio questa esigenza. La degustazione viene accompagnata dal racconto, il mercato dall’incontro con il produttore, la cucina dall’approfondimento e il territorio dall’esperienza diretta.

È un modello di manifestazione che punta quindi sull’interazione. Il pubblico non è soltanto spettatore, ma parte integrante dell’evento.

Anche il Passaporto di Autumnus va in questa direzione. La raccolta dei timbri e il percorso tra le diverse attività trasformano la visita in un’esperienza personale. Ogni partecipante può costruire il proprio itinerario e scoprire la manifestazione secondo i propri interessi.

Un autunno da vivere nel cuore di Trento

Ottobre è probabilmente uno dei momenti più suggestivi per visitare il Trentino. La luce cambia, le temperature diventano più miti nelle ore centrali della giornata, i colori della vegetazione si trasformano e le montagne iniziano a mostrare il volto della stagione fredda.

In questo contesto Autumnus acquista un valore particolare. Il festival non si limita a celebrare l’autunno: lo rende concretamente un’esperienza.

Le piazze si riempiono di persone, i mercati diventano luoghi d’incontro, i palazzi storici ospitano appuntamenti gastronomici e le vie del centro collegano idealmente le diverse anime della manifestazione.

Il visitatore può così alternare una degustazione a una passeggiata, una visita culturale a un laboratorio, una cena a un incontro con un produttore. La città diventa parte integrante dell’esperienza gastronomica.

Una manifestazione che racconta l’identità

Il vero valore di Autumnus, al di là del numero degli appuntamenti, sta probabilmente nella capacità di raccontare l’identità trentina attraverso un linguaggio immediato e universale: quello del cibo.

Ogni territorio possiede infatti una propria memoria gastronomica. Nel caso del Trentino questa memoria è legata alla montagna, all’agricoltura, alla viticoltura, all’allevamento e alla capacità delle comunità locali di utilizzare le risorse disponibili trasformandole in prodotti e ricette.

Autumnus porta questa memoria nel presente e la mette a confronto con la contemporaneità. La tradizione non viene proposta come qualcosa di nostalgico, ma come una base dalla quale partire per costruire nuove esperienze.

È questa forse la sfida più interessante della manifestazione: dimostrare che valorizzare il territorio non significa chiudersi dentro i suoi confini. Significa, al contrario, conoscerlo abbastanza bene da poterlo raccontare agli altri e confrontarlo con culture e sensibilità differenti.