Il 17 ottobre 2026 Ravenna torna a vivere la sua Notte d’Oro, la grande notte bianca che ogni autunno porta spettacoli, musica, mostre, visite e aperture straordinarie nel centro storico. Per una città che ha costruito la propria identità artistica sulla luce delle tessere musive, il nome della manifestazione sembra quasi inevitabile: l’oro è quello che attraversa i mosaici ravennati, riflettendo la luce sulle superfici delle basiliche e trasformando figure, volti e paesaggi in immagini sospese nel tempo. È un patrimonio nato soprattutto fra V e VI secolo, quando Ravenna fu capitale dell’Impero romano d’Occidente e poi centro fondamentale del mondo ostrogoto e bizantino. Gli otto monumenti paleocristiani e bizantini riconosciuti dall’UNESCO nel 1996 raccontano proprio questa straordinaria stagione: da San Vitale a Sant’Apollinare Nuovo, dal Mausoleo di Galla Placidia al Battistero Neoniano, fino alla Cappella di Sant’Andrea, al Battistero degli Ariani, al Mausoleo di Teodorico e a Sant’Apollinare in Classe. La Notte d’Oro permette di vivere questa eredità in un’atmosfera diversa da quella della normale visita diurna. Piazza del Popolo, strade e piazze del centro diventano il cuore della manifestazione, mentre musei, palazzi e luoghi della cultura prolungano le proprie attività fino a sera. Il senso dell’appuntamento sta proprio nella possibilità di attraversare Ravenna seguendo itinerari non necessariamente lineari, passando dalla storia antica alla cultura contemporanea e dalla visita di un monumento a uno spettacolo. Nel 2026 l’occasione assume un significato particolare anche perché ricorre il trentennale dell’iscrizione dei monumenti paleocristiani ravennati nella Lista del Patrimonio Mondiale, mentre la città celebra inoltre i 1500 anni dalla morte di Teodorico.
Il percorso della serata può partire dal cuore monumentale della città, fra Piazza del Popolo, Piazza San Francesco, via di Roma e Piazza Arcivescovado, per poi raggiungere alcuni dei luoghi che meglio raccontano la stratificazione culturale ravennate. La Basilica di San Vitale e il vicino Mausoleo di Galla Placidia rappresentano il momento più alto della decorazione musiva del VI secolo, con le superfici dorate, le figure imperiali di Giustiniano e Teodora e il celebre cielo stellato di Galla Placidia. Poco distante, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo conserva il lungo corteo di martiri e vergini che avanza verso Cristo e la Vergine, mentre il Battistero Neoniano permette di osservare la celebre scena del Battesimo di Cristo al centro della cupola. Ma la Notte d’Oro non si ferma al patrimonio tardoantico. Il MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna, in via di Roma, inaugura proprio il 17 ottobre la mostra Supremalia di Nicola Samorì, aperta eccezionalmente fino a mezzanotte nella serata della manifestazione; alla Biblioteca Classense, in via Baccarini, sarà invece possibile visitare fino alle 23 la mostra Legato con amore in un volume, dedicata a Dante e alla fortuna della sua opera. Sono due appuntamenti che collegano il passato alla ricerca artistica contemporanea e alla memoria letteraria della città. Così la notte ravennate diventa un viaggio attraverso epoche diverse: dai mosaici bizantini ai libri antichi, dalla memoria di Dante all’arte contemporanea, con la città intera trasformata per qualche ora in un grande spazio espositivo a cielo aperto.
• Routine check-ups
• Developmental screenings
• Growth tracking
• Preventive care (vaccines,
nutrition advice)
• Routine check-ups
• Developmental screenings
• Growth tracking
• Preventive care (vaccines,
nutrition advice)
