Il Castello di Udine

Il cuore storico del Friuli

Lo splendido maniera che racconta la storia di Udine

Al centro di Udine, sulla sommità del colle che domina il centro storico, svetta il celebre castello di Udine, uno dei luoghi più importanti e iconici della storia friulana. Le prime notizie documentate del castello risalgono al 983, quando l’imperatore Ottone II donò il castrum Utini al patriarca di Aquileia. Nel corso del Duecento il colle divenne la sede principale del patriarca, mentre il complesso si ampliò con un palazzo più grande, una cappella, una torre e nuove strutture difensive. Qui si trasferì progressivamente anche il centro politico della Patria del Friuli, fino a fare del Castello uno dei luoghi più importanti dell’intero territorio. L’aspetto che vediamo oggi, tuttavia, appartiene soprattutto al Cinquecento. Il terremoto del 26 marzo 1511 provocò gravissimi danni alle strutture medievali e l’anno successivo un incendio contribuì a distruggerle ulteriormente. Nel 1517 Giovanni Fontana ricevette l’incarico di progettare la ricostruzione, concependo un edificio più rappresentativo che fortificato. I lavori coinvolsero circa 500 operai e proseguirono per decenni, con l’intervento anche di Giovanni da Udine e Francesco Floreani. Tra gli elementi più significativi della nuova fabbrica c’è il grande Salone del Parlamento, completato nella seconda metà del XVI secolo e decorato nei decenni successivi. Il risultato è un palazzo rinascimentale dalla struttura monumentale, al quale si accede attraverso il piazzale del Castello e che ancora oggi conserva il carattere di grande edificio pubblico e di rappresentanza.

Il Parlamento, i musei e la memoria del Friuli

È proprio nel Salone del Parlamento che si comprende meglio il ruolo avuto dal Castello nella storia regionale. Qui si riunivano i rappresentanti della nobiltà, del clero e delle comunità della Patria del Friuli, l’assemblea consultiva che affiancava il patriarca di Aquileia nelle questioni giuridiche e amministrative. Le sue origini risalgono alla prima metà del Duecento e, dopo la conquista veneziana del 1420, il Parlamento continuò a riunirsi a Udine, mantenendo un ruolo nella vita politica del territorio fino alla sua soppressione nel 1805 durante l’età napoleonica. Quando il Castello divenne sede del luogotenente veneziano, il colle rimase dunque al centro dell’amministrazione della Patria del Friuli, prima di attraversare le trasformazioni portate dalla fine della Repubblica di Venezia e dall’età napoleonica. Oggi questa lunga vicenda è leggibile attraverso i Civici Musei del Castello, istituiti qui nel 1906. Al piano terra si trovano il Museo Archeologico e il Museo del Risorgimento; il piano nobile ospita la Galleria d’Arte Antica, con un percorso che attraversa la pittura friulana dal Trecento all’Ottocento e opere di artisti come Carpaccio, Caravaggio e Tiepolo. Al centro del percorso si apre il Salone del Parlamento, una vera antologia della pittura friulana tra Cinquecento e Settecento, con affreschi di Pomponio Amalteo, Gian Battista Grassi e Francesco Floreani e interventi di Tiepolo. Al terzo piano si trova invece il Museo della Fotografia, dedicato ai fotografi che hanno raccontato il Friuli tra Ottocento e Novecento. Il complesso comprende inoltre raccolte di disegni e stampe, sculture, gessi e monete, oltre alla Biblioteca d’Arte, con più di 45.000 volumi, e alla Fototeca, che conserva oltre 180.000 immagini. Sul piazzale si incontra poi la Casa della Contadinanza, ricostruita nel 1931 utilizzando le parti dell’originario edificio cinquecentesco che ospitava i rappresentanti dei contadini friulani, uno dei tre corpi politici della Patria del Friuli.

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