Da Canova a Kiefer

Due anime, un solo orizzonte: alla basilica palladiana il dialogo artistico tra Italia e Germania

Un filo invisibile ma indissolubile ha unito per oltre due secoli la sensibilità artistica italiana e quella tedesca. La grande esposizione “Italia Germania. Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento. Da Canova a Kiefer”, allestita nella cornice monumentale della Basilica Palladiana di Vicenza (dal 13 novembre 2026 al 2 maggio 2027 e curata da Marco Goldin), affronta questo rispecchiamento culturale attraverso un percorso espositivo di straordinaria ampiezza.

Il mito dell'Italia e il viaggio della nostalgia

Il racconto prende le mosse dalle stagioni del Neoclassicismo e del Romanticismo, epoche in cui la connessione tra i due Paesi vive un’intensità eccezionale. L’Italia si impone nell’immaginario dei maestri del Nord come il luogo dell’anima per eccellenza, la terra illuminata dal sole, custode delle rovine antiche e teatro privilegiato del Grand Tour. Nel confronto ideale tra il rigore plastico di Antonio Canova e le visioni dei pittori tedeschi e dei Nazareni, affiora una comune tensione verso l’assoluto. I paesaggisti nordici cercano al Sud la nitidezza delle forme e la solarità dei colori, mentre gli artisti italiani assorbono la carica drammatica e la profonda spiritualità della natura tipicamente romantica, trasformando il concetto di Sehnsucht in materia pittorica.

Dalle suggestioni del mito alle lacerazioni della modernità

Procedendo lungo il percorso espositivo, la mostra indaga i decenni di transizione a cavallo tra i due secoli, quando il dialogo si sposta sui territori del sogno e dell’inquietudine. La sezione simbolista mette in relazione maestri come Max Klinger ed Arnold Böcklin con i principali interpreti del Simbolismo italiano, evidenziando la condivisione di temi legati alla mitologia, al mistero e all’enigma. Con l’avvento del Novecento, il confronto diventa dinamico e dirompente: la veemenza cromatica dell’Espressionismo tedesco trova un parallelo nella forza plastica e nella carica innovativa del Futurismo e della scultura italiana. Successivamente, nel periodo tra le due guerre, le ricerche della Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività) e le istanze del Ritorno all’ordine mostrano come entrambe le culture abbiano cercato nella figura e nel rigore formale una risposta al disorientamento e alle ferite del conflitto.

La materia della memoria nel Novecento contemporaneo

Il culmine dell’itinerario è affidato alla contemporaneità e in particolare alla forza monumentale delle opere di Anselm Kiefer. Nelle sue superfici corrose e stratificate, dove piombo, cenere e sostanze organiche si sovrappongono, risuona la memoria drammatica della storia e l’eredità di una Germania impegnata a rielaborare il proprio passato. In questo spazio conclusivo, il lavoro di Kiefer intesse un dialogo ideale con la scultura e la pittura italiana del secondo Novecento. Ne emerge una mappa articolata di affinità elettive tra due civiltà figurative che, influenzandosi reciprocamente, hanno contribuito in modo determinante a definire l’identità visiva e concettuale dell’arte europea.

Per la visita

La mostra è aperta al pubblico presso la Basilica Palladiana di Vicenza dal 14 novembre 2026 al 2 maggio 2027. Le visite si svolgono tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 18:00, con giorno di chiusura ordinario il lunedì. I biglietti e le informazioni dettagliate sulle tariffe e le prevendite sono reperibili sul sito ufficiale dell’evento.