La Digital Art Gallery – DAG nasce nel cuore di Gorizia come uno dei progetti culturali più ambiziosi e innovativi emersi negli ultimi anni nel Nord-Est italiano, trasformando la storica Galleria Bombi, un tunnel costruito in epoca asburgica usato durante la Prima Guerra Mondiale come rifugio antiaereo e poi come passaggio ciclopedonale, in uno spazio d’arte digitale immersivo unico nel suo genere. L’idea alla base della DAG non è solo quella di esporre opere digitali, ma di ripensare il rapporto tra cultura, tecnologia e spazio urbano: grazie alla ristrutturazione della Galleria Bombi, un luogo dal forte valore storico e simbolico per la comunità goriziana, il passaggio fisico tra due parti della città diventa un’esperienza percettiva e sensoriale. Il progetto si inserisce nella visione di lungo periodo legata a GO! 2025 – Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della Cultura, destinato a restare come lascito permanente della manifestazione, puntando a fare della città un polo internazionale per l’arte digitale. Lo spazio espositivo occupa oltre mille metri quadrati di superficie digitale, con un tratto centrale di circa 100 metri completamente rivestito da pannelli LED curvi di ultima generazione che trasformano pareti e soffitto in una tela luminosa e dinamica.
L’avvio della DAG è segnato dall’installazione inaugurale “Data Tunnel” dell’artista turco-americano Refik Anadol, figura di spicco nel panorama internazionale della digital art e delle opere generate da intelligenza artificiale. Quest’opera non è una semplice proiezione: si tratta di un organismo visivo generativo alimentato da un modello di IA chiamato Large Nature Model, addestrato su milioni di dati tratti da ecosistemi naturali e collezioni scientifiche, che genera in tempo reale forme organiche, texture botaniche, pulsazioni oceaniche e ritmi atmosferici in costante evoluzione lungo tutto il percorso. La superficie LED diventa così un “tunnel di natura digitale”, capace di trasformare movimento, luce e dati in un racconto immersivo che guida il visitatore attraverso pause contemplative e suggestioni visive continuamente mutate. L’esperienza multisensoriale è completata da suoni e musiche che accompagnano il flusso delle immagini, rendendo la visita un’esperienza partecipativa e meditativa. L’accesso alla DAG è gratuito e su prenotazione, e la galleria si propone di rinnovare periodicamente le opere e gli artisti ospitati, facendo dialogare linguaggi emergenti, media digitali e nuove tecnologie con un pubblico sempre più ampio. In un mondo in cui la tecnologia digitale ridefinisce la percezione e la fruizione dell’arte, la DAG di Gorizia rappresenta un ponte tra passato e futuro, un luogo dove il patrimonio urbano si fa esperienza e l’arte contemporanea diventa un fenomeno accessibile e coinvolgente.
