Fiera del Folpo di Noventa Padovana 2026

Storia e sapori di una grande festa

Una fiera antica, il simbolo di Noventa

Dal 22 al 27 ottobre 2026 Noventa Padovana torna a vivere la sua festa più identitaria: la Fiera del Folpo, appuntamento che porta nel cuore del paese sei giornate di gastronomia, tradizione e convivialità. Le sue origini sono antiche e precedono i documenti settecenteschi che ne testimoniano l’esistenza; la data nella quale si svolge ancora oggi venne fissata nel 1776, quando la fiera era soprattutto un importante mercato agricolo autunnale. La Repubblica di Venezia arrivò a concedere una franchigia dai dazi sulle merci, confermando il peso commerciale raggiunto dall’appuntamento. Con il passare del tempo alle attività di mercato si affiancarono bancarelle, giostre e le caratteristiche bettole, mentre i folpari custodivano quella tradizione gastronomica destinata a diventare il vero simbolo della manifestazione. Il protagonista è il moscardino grigio, chiamato localmente folpo: un piccolo cefalopode dell’Adriatico che, secondo la tradizione noventana, viene pescato soprattutto tra settembre e ottobre. La ricetta affonda le proprie radici nel Medioevo e dal 2021 è riconosciuta De.Co. del Veneto, legando così ufficialmente il piatto alla tradizione del territorio. Il segreto della versione di Noventa sta anche nel liquido di cottura: accanto all’acqua e alle verdure compare il vino rosso, elemento che distingue la preparazione locale dalla ricetta veneziana. Il folpo viene poi condito con olio extravergine, prezzemolo e limone, dando vita a un piatto semplice ma fortemente identitario.

Dal folpo alla tavola, tra ricette e convivialità

Alla Fiera il modo migliore per conoscere questa tradizione è naturalmente assaggiarla. Il folpo lessato, servito caldo e condito con olio, limone e prezzemolo, rimane il grande classico, ma la manifestazione ha progressivamente trasformato il cefalopode in un ingrediente capace di ispirare interpretazioni molto diverse. Il cuore gastronomico della festa è lo Squero dei Pescatori, area dedicata alla cucina di mare dove ristoratori e street chef propongono il folpo in numerose varianti, affiancandolo ad altre specialità. Nelle edizioni recenti, accanto alla preparazione tradizionale, sono comparsi piatti più creativi, dalla piovra alla piastra alle ricette con zucca, funghi, pomodoro, patate e polenta, fino a interpretazioni contemporanee e allo street food. La passeggiata gastronomica prosegue poi attraverso le altre aree della Fiera: il Borgo, con ristoratori e chef di strada, la Corte dei Bacari davanti a Villa Vendramin Cappello Collizzolli, il Campo dei Tosi dedicato alla birra artigianale, il Viale delle Delizie con produttori e food truck e l’area Sapori e Regioni, una sorta di viaggio nella cucina italiana. È una dimensione gastronomica che conserva lo spirito delle antiche bettole e dei folpari, ma lo aggiorna con formule contemporanee e una grande varietà di proposte. Così, tra un piatto a base di folpo, un bicchiere di vino e una passeggiata per le vie di Noventa, la Fiera continua a fare quello che fa da secoli: trasformare una tradizione locale in una grande festa popolare.