Domenica 29 novembre 2026, Pamparato, piccolo borgo montano della provincia di Cuneo, ospita la Fiera del Grano Saraceno e della Castagna Bianca, appuntamento dedicato ai prodotti che per secoli hanno caratterizzato l’alimentazione e la vita contadina delle vallate piemontesi. Situato nella Valle Casotto, tra boschi e montagne delle Alpi Liguri, il paese conserva un legame profondo con il proprio passato agricolo e commerciale. Un tempo attraversato dalla Roa Marenca, antica via di collegamento tra il Piemonte e il Mar Ligure, Pamparato rappresentava un importante punto di sosta per mercanti e viaggiatori. La fiera recupera questa vocazione all’incontro, trasformando le vie del borgo in un mercato di sapori e antichi mestieri. Protagonisti sono il grano saraceno, coltura rustica adatta ai terreni montani, e la castagna bianca, alimento prezioso per le famiglie che abitavano queste vallate. Tra le bancarelle trovano spazio produttori locali, artigiani e specialità gastronomiche, mentre dimostrazioni delle lavorazioni tradizionali e momenti di intrattenimento raccontano una cultura fatta di manualità e conoscenze tramandate. La manifestazione diventa così un’occasione per riscoprire le radici del territorio e celebrare l’arrivo dell’inverno attraverso i prodotti della montagna.
Il cuore della fiera è naturalmente la gastronomia, con degustazioni e piatti che valorizzano gli ingredienti della tradizione. La specialità più attesa è la polenta di furmentin, preparata con farina di grano saraceno e servita calda, accompagnata da burro e formaggi d’alpeggio. Tra questi spicca il Raschera, eccellenza casearia del Cuneese, insieme ai formaggi della vicina Valcasotto. Le castagne bianche vengono proposte anche con latte e miele, mentre il mercato permette di scoprire patate di montagna, salumi, conserve e le caratteristiche paste di meliga, biscotti preparati con farina di mais. Accanto alle degustazioni, la giornata invita a conoscere Pamparato e il suo patrimonio storico. Una passeggiata nel centro conduce al settecentesco Castello Cordero, oggi sede municipale, e alla chiesa parrocchiale di San Biagio, mentre poco fuori dall’abitato si trova la cappella di San Bernardo, immersa nei castagneti e impreziosita da affreschi quattrocenteschi. Il borgo è inoltre conosciuto per le sue fontane e per le cappelle del percorso Preghiera Dipinta, testimonianze della religiosità popolare. Chi desidera prolungare la visita può esplorare i sentieri della Valle Casotto o raggiungere il Castello Reale di Valcasotto, immerso nei boschi. Tra profumi di polenta, prodotti artigianali e paesaggi montani, la fiera offre un’esperienza tanto unica quanto succulenta, capace di raccontare la storia di Pamparato attraverso i suoi sapori.
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