Quando l’estate lascia spazio alle giornate più limpide e all’aria frizzante, la Valle d’Aosta cambia lentamente volto. I boschi si accendono di oro, rame, rosso e arancio, mentre le montagne, ancora imponenti sullo sfondo, sembrano acquistare una luce diversa. È il momento del foliage, uno spettacolo che qui assume forme particolari grazie alla presenza contemporanea di latifoglie e conifere: soprattutto i larici, che tra settembre e ottobre abbandonano il verde e si trasformano in distese dorate prima di perdere gli aghi. Più in basso, aceri, betulle, ciliegi selvatici e castagni aggiungono altre tonalità al paesaggio. Ma l’autunno valdostano non è soltanto qualcosa da osservare. È una stagione da attraversare con lentezza, seguendo sentieri nei boschi, camminando tra vigneti e villaggi, fermandosi davanti a un lago o raggiungendo un belvedere. Il Cammino Balteo, che percorre il fondovalle collegando paesaggi rurali, castelli e antichi abitati, diventa una delle possibilità per scoprire una Valle d’Aosta meno affollata e più intima. E dopo una giornata all’aria aperta arrivano anche i sapori della stagione: castagne, mele, vini di montagna, Fontina e lardo di Arnad raccontano una cultura alpina ancora strettamente legata ai ritmi della natura.
Tra le destinazioni più suggestive per vivere questo paesaggio c’è Gressoney-Saint-Jean, nella Valle del Lys, dove la cultura Walser convive con boschi, torrenti e architetture tradizionali. Qui il Walser Réng, itinerario ad anello di oltre otto chilometri, attraversa la conca seguendo il Lys, entra nei boschi, raggiunge il Lago Gover e passa accanto a Castel Savoia, la residenza estiva della Regina Margherita costruita tra il 1899 e il 1904. In autunno il percorso permette di alternare natura e patrimonio: alle passeggiate fra larici e praterie si possono affiancare la visita al castello e quella all’Alpenfaunamuseum Beck-Peccoz, dedicato alla fauna alpina. Scendendo verso la bassa valle, il viaggio può proseguire tra Fontainemore, i suoi castagni e i paesaggi della Riserva naturale del Mont Mars, oppure verso Bard, dove il borgo medievale e il Forte aggiungono alla tavolozza autunnale una dimensione storica. Anche Châtillon, con i suoi castagneti e le iniziative legate ai prodotti dell’autunno, e i villaggi del Grand-Paradis, attraversati da sentieri tra vigneti e boschi, invitano a rallentare per respirare a pieni polmoni la bellezza indescrivibile del paesaggio. Senza ovviamente dimenticare Chamois, uno dei borghi più affascinanti e iconici della Val d’Aosta. È proprio questa la forza della Valle d’Aosta: non un singolo punto panoramico da raggiungere e fotografare, ma un territorio da percorrere, assaggiare e abitare per qualche giorno, lasciandosi guidare dai colori del bosco e dalla quiete dei paesi di montagna.
