Gran Premio Nuvolari 2026, la terza tappa da Rimini a Mantova

La pianura romagnola, le città estensi e il gran finale nella terra di Tazio Nuvolari

Da Rimini a Mantova, l'ultima sfida

La terza e ultima tappa del Gran Premio Nuvolari 2026, in programma domenica 20 settembre, accompagna gli equipaggi da Rimini fino a Mantova lungo un itinerario che attraversa il cuore della Romagna e della Pianura Padana prima del ritorno nella città natale di Tazio Nuvolari. Dopo la partenza dalla Riviera Adriatica, le vetture storiche raggiungono Meldola e Forlì, per poi dirigersi verso Lugo di Romagna e Conselice, attraversando un territorio caratterizzato da campagne, piccoli centri storici e lunghe strade pianeggianti dove precisione e regolarità continuano a fare la differenza. Il percorso prosegue verso Ferrara, una delle città d’arte più importanti dell’Emilia-Romagna, prima di entrare nel territorio mantovano passando per Poggio Rusco e San Benedetto Po. Anche nell’ultima giornata gli equipaggi affrontano prove cronometrate e controlli orari che possono risultare decisivi per la classifica finale, mantenendo alta la concentrazione fino agli ultimi chilometri. Solo dopo aver superato l’ultima serie di controlli le vetture fanno ritorno a Mantova, dove il traguardo conclude tre intense giornate di competizione sulle strade più affascinanti d’Italia.

L'arrivo a Mantova, tra emozioni, premiazioni e il tributo a Tazio Nuvolari

L’ingresso a Mantova rappresenta uno dei momenti più attesi dell’intera manifestazione. Dopo centinaia di chilometri percorsi attraverso Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Repubblica di San Marino, gli equipaggi rientrano nella città che ha dato i natali a Tazio Nuvolari, accolti dal pubblico e dall’atmosfera di festa che accompagna tradizionalmente il finale della competizione. Le ultime vetture sfilano nel centro storico prima di raggiungere l’area d’arrivo, dove si svolgono le verifiche conclusive e vengono ufficializzate le classifiche della gara di regolarità. È il momento in cui la tensione lascia spazio alla soddisfazione per aver portato a termine un percorso impegnativo, caratterizzato da decine di prove di precisione e da un continuo lavoro di squadra tra pilota e navigatore. La cerimonia di premiazione celebra i protagonisti dell’edizione 2026, ma rappresenta anche un omaggio alla storia dell’automobilismo italiano e alla figura del “Mantovano Volante”. Così il Gran Premio Nuvolari si chiude dove tutto è iniziato, trasformando il ritorno a Mantova nell’ultimo capitolo di un viaggio che unisce sport, territorio e passione per i motori.

Il passaggio a Ravenna

I celebri mosaici di Ravenna saranno i protagonisti silenziosi di uno dei passaggi più attesi della terza tappa del Gran Premio Nuvolari. Celebrati in tutto il mondo, rappresentano il simbolo di una città che ricopre un’enorme importanza all’interno della storia europea, essendo stata capitale dell’Impero Romano d’Occidente, del Regno degli Ostrogoti e dell’Esarcato Bizantino. Il percorso ideale per scoprire le bellezze di Ravenna prende avvio dalla Basilica di San Vitale, capolavoro dell’architettura paleocristiana che custodisce alcuni dei mosaici bizantini più celebri al mondo, tra cui quelli raffiguranti l’imperatore Giustiniano e l’imperatrice Teodora, autentici simboli dell’arte del VI secolo. A pochi passi si trova il Mausoleo di Galla Placidia, piccolo edificio rivestito da splendidi mosaici dai profondi colori blu, considerato uno dei vertici assoluti dell’arte paleocristiana. L’itinerario prosegue poi verso la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, con le celebri processioni dei santi e delle sante raffigurate lungo le navate, il Battistero Neoniano e la Cappella Arcivescovile, tutti riconosciuti Patrimonio Mondiale UNESCO. Completa la visita la Tomba di Dante Alighieri, che trascorse a Ravenna gli ultimi anni della sua vita, aggiungendo un ulteriore tassello a una città dove arte, storia e letteratura convivono in perfetto equilibrio.

Dal centro storico alle spiagge, Ravenna tra cultura, natura e mare

Oltre ai suoi monumenti, Ravenna offre un centro storico elegante e raccolto, ideale da esplorare passeggiando tra piazze, vie porticate e musei dedicati alla storia della città e alla straordinaria tecnica del mosaico, ancora oggi tramandata da laboratori artigiani e scuole specializzate conosciute a livello internazionale. Meritano una visita anche il Museo Nazionale di Ravenna, ospitato nell’antico monastero benedettino di San Vitale, e il MAR – Museo d’Arte della Città, che affianca opere contemporanee alla grande tradizione musiva ravennate. A pochi chilometri dal centro si apre poi il litorale ravennate, con località come Marina di Ravenna, Punta Marina Terme, Lido di Dante e Lido di Classe, apprezzate per le ampie spiagge sabbiose, le pinete costiere e l’atmosfera rilassata che caratterizza questa parte della Riviera Adriatica. Tra capolavori bizantini, itinerari culturali e il richiamo del mare, Ravenna rappresenta una tappa capace di offrire esperienze diverse e complementari, dove il patrimonio artistico dialoga naturalmente con il paesaggio e con la vocazione turistica della costa romagnola.

Il passaggio a Ferrara

Nel corso della terza e ultima tappa del Gran Premio Nuvolari 2026, il passaggio a Ferrara trasporta vetture e appassionati in una delle città d’arte più straordinarie d’Italia, riconosciuta Patrimonio Mondiale UNESCO per il suo centro storico rinascimentale e per l’Addizione Erculea, il grande progetto urbanistico voluto dagli Estensi alla fine del Quattrocento. L’itinerario ideale prende avvio dal Castello Estense, imponente fortezza circondata da un fossato ancora colmo d’acqua, che per secoli fu residenza della corte ducale. Da qui si raggiungono Piazza Trento e Trieste e la Cattedrale di San Giorgio, capolavoro che unisce elementi romanici e gotici, per poi proseguire lungo le vie del centro storico fino al Palazzo Municipale, antica residenza estense, e alla vicina Piazza Savonarola, dominata dalla statua del celebre frate ferrarese. Attraversando Corso Ercole I d’Este, considerato uno dei più riusciti esempi di pianificazione urbana del Rinascimento europeo, si incontrano eleganti palazzi nobiliari e scorci monumentali che raccontano il prestigio raggiunto da Ferrara tra il Quattrocento e il Cinquecento, regalando agli appassionati del Gran Premio uno scenario di rara bellezza.

Dall'Addizione Erculea ai musei cittadini, cosa vedere durante una visita a Ferrara

Per chi desidera dedicare più tempo alla città, Ferrara offre un itinerario ricco di monumenti, musei e luoghi simbolo della sua storia. Una tappa imprescindibile è il Palazzo dei Diamanti, celebre per la facciata rivestita da migliaia di blocchi marmorei a forma di punta di diamante e sede di importanti mostre temporanee, mentre poco distante il Parco Massari rappresenta uno degli spazi verdi più suggestivi del centro. Meritano una visita anche il Museo Archeologico Nazionale, ospitato nel rinascimentale Palazzo Costabili, e la Casa di Ludovico Ariosto, dove il poeta dell’Orlando Furioso trascorse gli ultimi anni della sua vita. Chi ama passeggiare può percorrere le antiche Mura di Ferrara, oltre nove chilometri di camminamenti alberati che circondano il centro storico offrendo una prospettiva unica sulla città. L’itinerario può infine concludersi nel silenzio del Quartiere Medievale, tra vicoli, botteghe e piazzette che conservano ancora oggi l’atmosfera della Ferrara più antica. Un insieme di luoghi che racconta l’evoluzione della città attraverso i secoli e che rende ogni visita un viaggio nel cuore del Rinascimento italiano.

La cucina ferrarese, un patrimonio di sapori nato alla corte degli Estensi

Oltre al suo straordinario patrimonio artistico, Ferrara custodisce una tradizione gastronomica che affonda le proprie radici nella raffinata cucina della corte estense, dove cuochi e scalchi elaborarono ricette destinate a influenzare la gastronomia italiana. Tra le specialità più rappresentative spiccano i cappellacci di zucca IGP, preparati con una sottile sfoglia all’uovo che racchiude un ripieno di zucca violina, Parmigiano Reggiano, pangrattato e noce moscata. Tradizionalmente vengono serviti con burro fuso e salvia, per esaltare la dolcezza della zucca, oppure con un ricco ragù di carne. Un altro simbolo della cucina locale è la salama da sugo, insaccato ottenuto dalle parti più pregiate del maiale, aromatizzato con vino rosso, pepe, cannella e noce moscata, lasciato stagionare per diversi mesi e poi cotto lentamente per molte ore prima di essere servito con purè di patate. Accanto a queste ricette trovano spazio i cappelletti ferraresi in brodo, il pasticcio di maccheroni racchiuso in un guscio di pasta frolla dolce e le anguille delle Valli di Comacchio, testimonianza del profondo legame tra Ferrara e il territorio del Delta del Po.

Dai prodotti tipici ai dolci della tradizione, un viaggio nei sapori di Ferrara

L’esperienza gastronomica ferrarese prosegue con prodotti che raccontano la storia e l’identità del territorio. La celebre coppia ferrarese IGP è il pane simbolo della città, caratterizzato dalla tipica forma intrecciata e da una lavorazione che gli conferisce una crosta sottile e croccante con un interno leggero e fragrante. Tra i primi piatti della tradizione trovano spazio anche le tagliatelle tirate a mano e i passatelli in brodo, preparati con pangrattato, Parmigiano Reggiano, uova e noce moscata secondo una ricetta tramandata da generazioni. A chiudere il percorso sono i dolci storici, come la torta tenerina, nata agli inizi del Novecento e famosa per il cuore morbido e umido di cioccolato fondente racchiuso da una sottile crosticina, e il pampepato ferrarese, dolce natalizio arricchito con mandorle, nocciole, cacao, canditi e spezie. Ogni preparazione racconta un frammento della storia cittadina, trasformando la cucina di Ferrara in un autentico patrimonio culturale che affianca monumenti e palazzi rinascimentali per offrire ai visitatori un modo diverso, ma altrettanto coinvolgente, per conoscere l’anima della città.