lunedì, 14 Giugno, 2021

Visita all’isola di Torcello in cui trova la casa del celebre scrittore Ernest Hemingway

L’ambiente desertico e selvaggio di quest’isola la rendono un’oasi di pace, un paesaggio unico nella laguna di Venezia

L’isola di Torcello si trova in una posizione marginale rispetto a Venezia e  non è caratterizzata da un frequente transito di vaporetti, questo perché è un’isola quasi disabitata in cui regnano sovrani la natura con la sua folta vegetazione e il silenzio che avvolge numerosi monumenti storici che vale la pena visitare, come la casa di Ernest Hemingway. 

Ma come raggiungere l’isola del Torcello se ci troviamo nei pressi di Venezia?

Torcello si trova a pochi minuti dalla splendida Burano, ed è incastonata nel suggestivo panorama delle isole veneziane.


È facilmente raggiungibile con il vaporetto ACTV in partenza dalla città.

Dalla zona Fondamenta Nove di Venezia si può prendere la linea 12 fino all’isola di Burano e da lì la linea di vaporetti 9 per Torcello, in partenza ogni 30 minuti circa.

Il tragitto da Venezia a Burano dura circa 50 minuti, mentre da Burano a Torcello solamente 5.

Un ottimo modo alternativo per visitare Torcello è quello di partecipare ad un’escursione in barca per un tour delle più belle isole della laguna… sono tutte davvero incantevoli!

Le origini dell’isola di Torcello: una delle prime a essere abitate

Le origini di Torcello sono più antiche di Venezia. Numerosi abitanti della terraferma, in fuga dai Longobardi, si rifugiarono in questo angolo remoto della laguna di Venezia.
Essendo provenienti dalla zona di Altino chiamata Turris per via di una torre lì esistente, gli abitanti diedero il nome di Turricellum alla nuova patria.

A partire dal 638 il vescovo Paolo, appartenente alla diocesi altinate, trasferì la sua sede a Torcello, portando con sé le reliquie dei santi.

Per questo motivo, l’isola di Torcello, dal V al IX secolo, divenne un fiorente centro urbano, caratterizzato da monasteri, chiese, una fiorente industria di lana ed un governo proprio.

La popolazione crebbe fino a ventimila abitanti raggiungendo un alto livello di vita sociale ed artistica.

Tuttavia l’impaludamento crescente della laguna circostante e la necessità di un luogo più sicuro spinsero gli abitanti dell’isola ad abbandonare Torcello per rifugiarsi a Rivo Altum. L’odierna Rialto.

Per secoli Torcello fu abbandonata e spogliata di marmo e mattoni che servivano per le nuove costruzioni di Venezia.
L’isola, fino alla seconda metà dell’Ottocento, restò un ambiente malsano e malarico.

Cosa vedere al Torcello: la Cattedrale e la Chiesa di Santa Fosca

La Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, è tra le più antiche costruzioni veneto-bizantine rimaste nella laguna: le sue origini risalgono al  639.

Edificata in stile romanico ha subìto numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, ma al suo interno conserva tutt’ora marmi policromi e mosaici di arte bizantina.


Poco distante la Cattedrale si erge  il Campanile a base quadrata e risalente all’XI secolo.

La Chiesa di Santa Fosca, nei pressi della Cattedrale, fu costruita intorno al 1100.

La sua pianta centrale è caratterizzata da un magnifico portico su cinque lati con archi a piede alzato che poggiano su splendidi capitelli scolpiti.


L’interno della Chiesa si sviluppa a croce greca ed è caratterizzato da un caratteristico raccordo tra la pianta della base (a forma quadrata) e la pianta della cupola (a forma circolare).

A partire dal X secolo si affermò il culto delle Sante Fosca e Maura. E proprio in quel secolo giunsero sull’isola le spoglie delle due sante provenienti da Sabratha, città punico-romana situata nei pressi di Tunisi.

Un’isola dall’aspetto “selvaggio”

L’aspetto selvaggio e in parte desertico dell’isola attrae molto i visitatori in cerca di una meta tranquilla, soprattutto dopo aver passeggiato tra le calli veneziane affollate di turisti.

I suoi paesaggi sono sempre diversi, fatti di rovi, foglie mosse dalla brezza della laguna, di vegetazione fitta, di sentieri che sembrano non essere mai stati percorsi prima e il suggestivo paesaggio lagunare fecero da cornice al romanzo di Ernest Hemingway intitolato “Across The River and Into The Trees”.

Nell’isola di Torcello, infatti, visse per molti anni lo scrittore statunitense, nella sua famosa casa rossa, proprio dove il canale si biforca.

In realtà non si tratta di una casa ma della famosa Locanda Cipriani (www.locandacipriani.com), nel 1949 Hemingway costrinse Giuseppe Cipriani a tenere aperta la Locanda di Torcello come ricorda Arrigo Cipriani nelle sue memorie, parlando di sfide fatte di pugilato e grandi bevute.

Un luogo  importante questo per la città di Venezia perché ha accolto personaggi importanti e famosi di tutto il mondo proprio come l’antico caffè Florianil più antico del mondo.

Hemingway e Giuseppe Cipriani
Foto di Locandacipriani

Storie e leggende dell’isola

Un ”deserto” di grande fascino che nasconde tuttavia secoli di storia e un aspetto reso ancora più suggestivo anche da leggende straordinarie che si raccontano di questi luoghi.

Come quelle legate al ‘Ponte del diavolo‘ e allo scranno di Attila.

Lungo la strada dal porticciolo alla piazza principale di Torcello il famoso ”Ponte del diavolo” durante l’occupazione austriaca, secondo la leggenda, vide una ragazza veneziana innamorarsi di un ufficiale di quell’esercito, andando contro la sua famiglia a tal punto che il suo innamorato fu trovato assassinato.

Il ponte del Diavolo

La fanciulla disperata, si rivolse a una maga che fece un patto con il diavolo, il quale promise di ridare vita al ragazzo se in cambio gli avessero offerto l’anima di 7 bambini.

Accettate le condizioni, il luogo dell’incontro fu proprio il ponte di Torcello. La ragazza e la maga si presentarono all’appuntamento vedendo dall’altra parte del ponte, il diavolo e il ragazzo.

La ragazza attraversò il ponte, raggiunse l’amato e fuggirono insieme. Da quel giorno ogni notte, il diavolo appare sul ponte ad aspettare le anime pattuite.

Lo scranno di Attila, detto anche il trono di Attila, è posto nella Piazzetta dell’isola.
La leggenda lo indica come luogo di riposo del celebre re anche se il re degli Unni non vi sedette mai e probabilmente la sedia di marmo era utilizzata dai tribuni dell’amministrazione della giustizia dell’isola.

Lo sapevi che…

Oggi gli abitanti dell’isola di Torcello sono 14 e vivono in case coloniche e fattorie didattiche.

A cura di Greta Monterosso

 

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