La Fortezza della Brunella

Storia e natura nel cuore della Lunigiana

Una fortezza sospesa sulla Lunigiana

La Fortezza della Brunella sorge su uno sperone roccioso sopra Aulla, nel punto in cui il torrente Aulella confluisce nel Magra, e da questa posizione domina uno dei nodi geografici più importanti della Lunigiana. La sua collocazione non è casuale: per secoli da qui si potevano controllare le principali vie di comunicazione dirette verso i valichi appenninici, trasformando la rocca in un presidio strategico del territorio. L’epoca esatta della costruzione rimane incerta, così come l’identità dei committenti, ma la fortezza era già pienamente operativa nel 1553, quando compare nelle fonti scritte. Alcune ipotesi la collegano ad Adamo Centurione, proprietario del feudo di Aulla dal 1543, mentre l’impianto architettonico appartiene chiaramente alla stagione delle fortificazioni rinascimentali. La Brunella colpisce ancora oggi per la sua struttura compatta: una grande pianta quadrangolare protetta da un fossato e caratterizzata da quattro possenti puntoni angolari, con mura costruite utilizzando la pietra dello stesso colle. Il ponte levatoio, oggi sostituito da un passaggio in muratura, conduce al cortile interno, mentre cannoniere e feritoie testimoniano l’adattamento della fortificazione alla diffusione delle armi da fuoco. Nel 1733, dopo tre settimane di assedio, fu conquistata dalle truppe spagnole durante la guerra di successione polacca; nell’Ottocento passò a privati e nel 1920 divenne la residenza della coppia inglese formata da Lina Duff Gordon e dal pittore Aubrey Waterfield. Acquisita dallo Stato nel 1977, oggi permette di osservare dall’alto Aulla, la valle del Magra e il paesaggio della Lunigiana.

Dentro la fortezza, la storia della Lunigiana

La destinazione museale della Brunella nasce nel 1981, quando il Comune di Aulla istituisce qui il Museo di Storia Naturale della Lunigiana. Il percorso porta il visitatore dalla storia della fortificazione alla scoperta dell’ambiente circostante, attraverso quattro sale dedicate agli aspetti naturalistici del bacino del Magra e ai diversi paesaggi che compongono la Lunigiana: il fondovalle, le colline e gli ambienti montani e submontani. Non è quindi una semplice raccolta di reperti, ma un modo per leggere la complessità di un territorio nel quale Appennino, corsi d’acqua, boschi e aree collinari costruiscono una biodiversità particolarmente ricca. Le collezioni attraversano i tre grandi regni della natura. Quella botanica comprende l’erbario Ferrarini, con piante rare delle Alpi Apuane, semi e campioni di specie locali, oltre a materiali utili per comprendere la dendrocronologia; quella zoologica raccoglie mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, reperti osteologici e una collezione di insetti; quella mineralogica presenta invece rocce della Lunigiana, anche in forme lavorate per la didattica, e frammenti fossili di una zanna di mastodonte proveniente dalla zona di Pontremoli. A completare la visita c’è il giardino pensile, da cui lo sguardo si apre sull’Appennino e sulle Alpi Apuane.

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