sabato, 18 Settembre, 2021

La mostra ”Renato Casaro. L’ultimo cartellonista del cinema. Treviso, Roma, Hollywood”, sarà ospitata in tre diverse sedi cittadine

Un grande evento per celebrare il grande cartellonista originario di Treviso che firmò i manifesti dei più famosi capolavori del cinema

I manifesti di celebri film come L’ultimo imperatore, C’era una volta in America, Rambo, Amadeus, Balla coi lupi, 007,  furono stati creati dell‘artista trevigiano Renato Casaro: un artista che ha saputo trasporre l’anima di questi film, disegnandola in un manifesto, il tutto mentre lo stesso era ancora in lavorazione.

È davvero un’occasione unica quella della mostra di Renato Casaro per comprendere la nostra cultura cinematografica, ma soprattutto conoscere un artista, orgoglio italiano celebre nel mondo.

Inizialmente la mostra fissata per il 5 dicembre 2020, non ha potuto aprire lo scorso anno, come era inizialmente previsto, l’apertura è quindi stata rifissata per il 12 giugno.

Perizia tecnica, creatività, genio e istinto, erano queste le caratteristiche di Renato Casaro, protagonista di un’arte ormai scomparsa dotato di un formidabile intuito comunicativo che gli permetteva di progettare i suoi cartelloni persino utilizzando solamente qualche fotografia di scena, prima che il film fosse prodotto completamente.

Da Treviso a Roma e Hollywood: l’arte di Casaro

Renato Casaro è un simbolo di quella scuola italiana di cartellonisti del cinema e allo stesso tempo testimonianza fondamentale per la storia del cinema.

L’artista ci lascia in eredità una mirabile galleria di manifesti della seconda metà del secolo scorso, un valore aggiunto per il successo di innumerevoli film nazionali e internazionali.

Il sodalizio di Casaro con il cinema inizia quando, ancora ragazzo, crea le grandi sagome, pezzi unici dipinti a mano, che venivano collocate all’ingresso del Cinema Teatro Garibaldi e del Cinema Esperia di Treviso.


A 19 anni, nel 1954, parte per Roma dove trova lavoro nello studio di Augusto Favalli e dove rimane per circa un anno e mezzo imparando le tecniche e i “trucchi del mestiere”.

Criminali contro il mondo (1955) è il suo primo manifesto ufficiale. Nel 1957, sempre a Roma, apre uno studio a proprio nome.

Artigiano di genio, sin dagli esordi Casaro misura la sua arte con quanto Cinecittà e il cinema internazionale andavano proponendo.

Via via il suo stile conquista grandi registi e Hollywood: Jean-Jacques Annaud, Dario Argento, Marco Bellocchio, Luc Besson, John Boorman, Tinto Brass, Liliana Cavani, Francis Ford Coppola, Milos Forman, Costa-Gavras, Pietro Germi, Claude Lelouch, Ugo Liberatore, Sergio Leone, Sidney Lumet, Carlo Vanzina, Carlo Verdone…

Una perizia che gli vale la collaborazione con le maggiori case di produzioni americane (Fox, United Artists, MGM, Columbia).

La mostra

La mostra sarà ospitata presso diverse sedi cittadine: al nuovo Museo Nazionale Collezione Salce, che per l’occasione apre nella ritrovata Chiesa di Santa Margherita, al Complesso di San Gaetano, l’altra sede del Museo, e ai Musei Civici di Santa Caterina.

A curare l’evento sono Roberto Festi e Eugenio Manzato, con la collaborazione di Maurizio Baroni, che hanno analizzato l’enorme archivio di più di mille manifesti e locandine, selezionando testimonianze di un percorso artistico durato cinquant’anni.

Durante l’esposizione sarà possibile documentarsi su oltre 170 film partendo dal “prodotto finito”, ovvero dai manifesti a due e quattro fogli, destinati alle sale cinematografiche o all’affissione.

Sono oltre un centinaio i pezzi selezionati e restaurati per l’occasione, alcuni dei quali acquisiti per questa esposizione.

I rari e introvabili fogli del decennio 1955-1965, mai apparsi in una mostra, presentano un artista in rapida formazione che, grazie al fertile ambiente romano (Cinecittà è in quegli anni una delle industrie più prolifiche) riesce a dare il meglio di sé in ogni genere: storico, peplum, commedia, noir e il nascente fenomeno del “Western all’italiana”.

Gli indimenticabili manifesti di capolavori quali I magnifici sette, C’era una volta in America, Amadeus, Il nome della rosa, Il tè nel deserto, L’ultimo imperatore e Rambo, esposti nella grande “terrazza” del Santa Margherita, sono veramente di grande impatto!

La mostra è strutturata seguendo un ordine cronologico, senza trascurare anche una divisione tematica che segnala i generi più “frequentati” da Casaro, che dimostra la crescita professionale dell’artista ma anche le innovazioni tecniche che adotta e sviluppa negli anni.

Accostando ai grandi e multicolori affissi, una selezionata serie di bozzetti studio e gli “originali”, provenienti dall’archivio dell’artista e da collezioni private, è possibile avere un panorama generale dall’arte degli esordi, identificata da pennellate istintive, alle composizioni in parte fotografiche degli anni Settanta.

Tre sedi un unico artista

Nelle tre sedi della mostra è presente un inedito video, prodotto da FilmWork che, coinvolge il pubblico con trailer e spezzoni di film dei quali Casaro ha curato il corredo iconografico e alcune sue riflessioni su un’invidiabile e per per certi versi unica carriera professionale.

Nei Musei Civici di Santa Caterina si sviluppa la sezione Treviso, Roma, Hollywood, una carrellata di opere che si abbinano e si completano con quelle presentate, con il titolo L’ultimo cartellonista.

Nell’innovativa sede di Santa Margherita dove è stata allestita anche una sezione didattica e dove i visitatori più giovani potranno, in totale autonomia, creare un loro manifesto di cinema e ci sarà una sezione dedicata agli ipovedenti con la riproduzione tridimensionale del celebre affisso Il tè nel deserto.

Negli spazi del complesso di San Gaetano, sarà esposta una terza sezione, dal titolo Dall’idea al manifesto.
Qui il pubblico può scoprire l’intera filiera per la creazione di un manifesto: dai contatti con le case di produzione o di distribuzione ai primi schizzi a matita; dal bozzetto di prova che riporta le varianti richieste, a quello esecutivo, sino allo studio per l’inserimento del lettering e alla stampa.

Sei film simbolo di Casaro raccontano, con una forte valenza didattica, tutto il mondo tecnico e artistico che sta dietro la creazione di un manifesto.

Treviso e la sua arte vi aspettano!

Immagine di copertina di Museo Santa Caterina 

A cura di Greta Monterosso

 

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