Marostica Scacchi

Il Rinascimento prende Vita nel Cuore del Veneto

Nel panorama delle rievocazioni storiche italiane, poche manifestazioni riescono a fondere in modo così perfetto rigore filologico, spettacolarità teatrale e radicata partecipazione comunitaria come la Partita a Scacchi con personaggi viventi di Marostica. Questa straordinaria tradizione, che si rinnova ogni due anni negli anni pari, trasforma la celebre Piazza Castello (nota in tutto il mondo proprio come “Piazza degli Scacchi”) in un grandioso teatro a cielo aperto.

Con l’arrivo di settembre 2026, la cittadina murata in provincia di Vicenza si prepara a ospitare un’edizione che si preannuncia memorabile, segnata dalle date del 4, 5, 11 e 12 settembre 2026. Per quattro serate, a partire dalle ore 21:00, le monumentali pietre bianche e nere della piazza torneranno a vibrare sotto i passi di oltre seicento figuranti in fastosi costumi quattrocenteschi, richiamando migliaia di spettatori da ogni angolo del globo.

La Genesi del Mito: Il 1454 e la Sfida Senza Sangue

Per comprendere appieno l’atmosfera dell’edizione 2026, è indispensabile fare un salto all’indietro nel tempo, precisamente all’anno 1454. La leggenda, codificata nella prima metà del Novecento dal vulcanico ingegno di Mirko Vucetich, narra del Castellano di Marostica, il nobile Taddeo Parisio. Sua figlia, la bellissima Lionora, era corteggiata contemporaneamente da due valorosi guerrieri del territorio: Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara.

Come imponevano i costumi dell’epoca, i due giovani si sfidarono a un sanguinoso duello all’ultimo sangue per decretare chi avrebbe avuto il diritto di chiedere la mano della fanciulla. Tuttavia, Taddeo Parisio, uomo saggio e devoto alla Serenissima Repubblica di Venezia (sotto il cui dominio Marostica fioriva), volle evitare un inutile spargimento di sangue tra due promettenti rampolli della nobiltà locale.

Il Castellano emanò quindi un celebre editto: la mano di Lionora sarebbe stata concessa a colui che avesse trionfato nella Nobile Arte degli Scacchi. Per consolare il perdente e non creare faide, il sovrano stabilì che quest’ultimo avrebbe comunque sposato la sorella minore di Lionora, la giovane e altrettanto virtuosa Oldrada.

L’aspetto più straordinario della decisione risiedeva nella modalità della sfida: la partita non si sarebbe consumata nel segreto di una stanza su una piccola tavola di legno, bensì nella grande piazza del Castello Inferiore. Le mosse dei due sfidanti sarebbero state eseguite da personaggi viventi – fanti, cavalieri, re e regine – armati e contrassegnati dalle insegne del bianco e del nero, davanti agli occhi dell’intera cittadinanza in festa.

Le Date e il Programma dell'Edizione 2026

L’attesa per l’edizione 2026 è stata palpabile fin dalla chiusura dell’edizione precedente. L’Associazione Pro Marostica, che da decenni cura l’organizzazione e la regia dell’evento con un’attenzione maniacale ai dettagli, ha ufficializzato il calendario delle quattro rappresentazioni serali:

  • Venerdì 4 settembre 2026 – ore 21:00 (Grande Debutto)

  • Sabato 5 settembre 2026 – ore 21:00

  • Venerdì 11 settembre 2026 – ore 21:00

  • Sabato 12 settembre 2026 – ore 21:00 (Gran Finale)

La splendida cornice di Piazza Castello viene allestita per l’occasione con maestose tribune metalliche in grado di accogliere circa 3600 spettatori a sedere per ogni replica. I biglietti, ambitissimi sia dai turisti italiani che internazionali, registrano puntualmente il tutto esaurito già mesi prima dell’inizio delle performance.

La Regia e la Struttura dello Spettacolo: Un’Opera d’Arte Totale

Sotto la sapiente direzione artistica e curatoriale del regista Maurizio Panici, lo spettacolo del 2026 non si limita a una fredda riproposizione di mosse sulla scacchiera, ma si configura come un vero e proprio dramma storico corale. La macchina scenica è complessa e coinvolge un intero paese: sbandieratori, giocolieri, sputafuoco, musici, armigeri, dame e cavalieri si muovono all’unisono creando un affresco vivente del Rinascimento veneto.

L'Apertura e il Grande Corteo

L’evento inizia ben prima del fischio d’inizio della partita. L’atmosfera si scalda con l’ingresso in piazza del maestoso Corteo Storico. Più di seicento figuranti sfilano esibendo costumi fedelissimi ai modelli iconografici del XV secolo, realizzati con tessuti pregiati (velluti, sete, broccati) dalle sapienti mani delle sartorie locali. Ogni abito è un pezzo unico, studiato per riflettere lo status sociale del personaggio: dalla sfarzosa eleganza della corte di Taddeo Parisio alla severa compostezza delle armature dei soldati.

I tamburini e i trombettieri aprono la via, seguiti dagli sbandieratori che incantano il pubblico con coreografie geometriche perfette, lanciando i loro vessilli colorati verso il cielo notturno, incorniciato dal profilo illuminato del Castello Superiore che domina la collina soprastante.

L'Annuncio dell'Editto e la Scelta della Partita

Una volta che la corte ha preso posto sulle tribune d’onore disposte di fronte al Castello Inferiore, l’Araldo di corte dà lettura del bando del Castellano. Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara fanno il loro ingresso a cavallo, accettando la sfida pacifica.

Poiché le mosse originali della sfida del 1454 sono andate perdute nei meandri del tempo, la commissione storica della Pro Marostica seleziona per ogni edizione una partita celebre della storia scacchistica internazionale, caratterizzata da brevità (per ragioni di tempi teatrali), spettacolarità e una conclusione netta. Per l’edizione 2026, l’organizzazione mantiene il riserbo assoluto fino all’ultimo, ma la tradizione attinge spesso a capolavori del passato come la “Partita Immortale” del 1851 tra Anderssen e Kieseritzky o la “Sempreverde” del 1852.

Le mosse vengono gridate a gran voce dall’Araldo in lingua veneta arcaica ed eseguite sulla grande pavimentazione marmorea. I “pezzi” viventi si muovono con solennità: i pedoni avanzano a passo cadenzato, i cavalli scalpitano seguendo traiettorie a “L”, le torri (imponenti strutture lignee trainate da armigeri) si spostano lungo le linee ortogonali. Ogni cattura non è una semplice uscita di scena, ma si traduce in un piccolo duello coreografato, dove i figuranti simulano combattimenti con spade, lance e scudi.

Gli Elementi Chiave del Successo: Identità e Volontariato

Ciò che rende la Partita a Scacchi di Marostica un evento unico al mondo non è soltanto l’imponente budget o la bellezza architettonica della piazza, ma lo straordinario spirito comunitario che la anima. A Marostica la “Partita” non è un semplice show per turisti, ma un elemento fondante dell’identità cittadina.

La quasi totalità dei seicento figuranti è composta da cittadini volontari di Marostica e dei comuni limitrofi. Intere famiglie si tramandano i ruoli di generazione in generazione: chi ha iniziato come paggio oggi interpreta un nobile o un cavaliere; le bambine sognano fin da piccole di vestire, un giorno, i panni di Lionora o di Oldrada. I mesi che precedono il settembre del 2026 sono caratterizzati da prove estenuanti, laboratori sartoriali in piena attività e sessioni di addestramento per sbandieratori e musici, trasformando la città in un alveo culturale in perenne fermento.

 

Un Evento Imperdibile nel 2026

La Partita a Scacchi con personaggi viventi di Marostica 2026 si conferma come uno degli appuntamenti culturali e turistici più importanti dell’anno in Italia. In un’epoca dominata dal digitale e dalla virtualità, assistere a questo spettacolo significa immergersi in una dimensione temporale diversa, dove la bellezza dell’arte scacchistica si sposa con la grandiosità della storia teatrale.

Quando l’ultimo pezzo cadrà sulla scacchiera di pietra, i fuochi artificiali illumineranno le torri del castello e l’Araldo griderà il fatidico “Scacco Matto!”, il pubblico di Piazza Castello si alzerà in piedi per l’ennesima standing ovation, consapevole di aver assistito non a una semplice recita, ma alla celebrazione eterna di un mito che non smette mai di stupire.