November Porc 2026

Un mese nella Bassa Parmense alla corte del Re Maiale

Quattro tappe, un unico grande viaggio nel gusto

Dal 7 al 29 novembre 2026 la Bassa Parmense torna a celebrare il maiale e la grande tradizione norcina con November Porc, la “staffetta più golosa d’Italia”. Quattro fine settimana, quattro paesi e quattro occasioni diverse per entrare nel cuore della Food Valley: si comincia a Sissa dal 6 all’8 novembre, si prosegue a Polesine Parmense dal 13 al 15, quindi Zibello dal 20 al 22 e infine Roccabianca dal 27 al 29 novembre. Il filo conduttore è naturalmente il maiale, ma la manifestazione diventa anche un viaggio fra prodotti, ricette e paesaggi della Bassa, lungo il Po e attraverso un territorio dove la norcineria è parte integrante della cultura locale. Ogni tappa ha una propria identità. Sissa dedica la festa ai sapori del maiale, con mercati, cucina e le tradizionali lavorazioni delle carni; Polesine porta invece November Porc sulle rive del Grande Fiume, dove il protagonista è il gigantesco Pretone, salume che viene immerso nel grande pentolone e poi distribuito al pubblico. A Zibello, capitale del Culatello di Zibello DOP, l’attenzione si sposta sulle eccellenze della salumeria e sulla cultura del prodotto, mentre Roccabianca chiude la staffetta con i suoi ciccioli e l’atmosfera della Rocca. Non mancano, lungo il percorso, mercati gastronomici e artigianali, degustazioni, musica, spettacoli e iniziative dedicate alla scoperta del territorio.

Dalla Mariola al Culatello, la Bassa porta in tavola le sue eccellenze

Il calendario di November Porc è costruito intorno a una successione di grandi momenti gastronomici, molti dei quali sono ormai diventati veri riti della manifestazione. A Sissa la festa ruota tradizionalmente attorno alla Mariola, grande insaccato cotto lentamente e protagonista della spettacolare estrazione dal pentolone; a Polesine Parmense è invece il Pretone a richiamare il pubblico, mentre Zibello porta in scena il Culatello e gli altri salumi della tradizione. A Roccabianca sono i ciccioli, accompagnati dalla polenta, a chiudere simbolicamente il mese del maiale. Accanto ai protagonisti della norcineria, sulle tavole della manifestazione trovano spazio le altre grandi eccellenze della Bassa: Parmigiano Reggiano DOP, Spalla cruda di Palasone, Spalla cotta di San Secondo, Strolghino e Fortana del Taro IGT. Le aree gastronomiche permettono di assaggiare piatti della tradizione, mentre mercati e produttori consentono di portare a casa i sapori scoperti durante la festa. Le giornate vengono inoltre animate da artisti di strada, musica, mercatini e iniziative collaterali; in alcune tappe tornano masterclass e dimostrazioni dedicate alla lavorazione dei salumi. November Porc è però anche un invito a rallentare e conoscere la Bassa Parmense, territorio pianeggiante modellato dal Po e ricco di castelli, piccoli borghi e tradizioni gastronomiche. Durante tutto novembre i ristoranti aderenti alla Strada del Culatello partecipano inoltre all’iniziativa “A tavola con November Porc”, proponendo menu dedicati al maiale e alle ricette della tradizione.

Dalla pentola alla tavola: le ricette della Bassa

Se il November Porc racconta il maiale nella sua interezza, è soprattutto nella cucina della Bassa Parmense che questa filosofia trova la sua espressione più concreta. Non si tratta soltanto di mettere in mostra salumi celebri, ma di riportare in tavola preparazioni nate quando dell’animale si cercava di utilizzare ogni parte, trasformandola attraverso salagione, cottura e stagionatura. A Sissa, il 7 e 8 novembre, la protagonista è la mariola, salume dalla forma tondeggiante che può essere consumato sia crudo, dopo una lunga stagionatura, sia cotto. La sua particolarità sta proprio nella composizione: viene preparata utilizzando guancialetto, musetto, lingua e stinco del maiale, parti che vengono tritate e insaccate prima di affrontare una lenta maturazione. È una cucina senza sprechi, nella quale la tecnica serve a trasformare ingredienti poveri in preparazioni dal gusto deciso. A Polesine Parmense, il 14 e 15 novembre, la scena passa al celebre pretone, che dà il nome alla tappa dedicata a “Ti cuociamo preti e vescovi”. Il salume viene ricavato dallo stinco del maiale: l’osso viene eliminato, la carne viene rifilata, salata e leggermente conciata, quindi inserita nuovamente all’interno del proprio involucro. La forma che ricorda il copricapo di un sacerdote spiega il nome curioso, ma è soprattutto la cottura a renderlo protagonista della festa. Il pretone viene immerso in una grande pentola e lasciato cuocere lentamente, tradizionalmente sul fuoco a legna, per diverse ore; al termine viene sollevato e tagliato per essere distribuito ai visitatori. È una preparazione che richiede tempo e che conserva tutta la dimensione spettacolare della cucina di paese: la pentola fumante, il profumo della carne e il momento collettivo dell’assaggio.

Culatello, spalla e salumi: il maiale secondo la tradizione

La tappa di Zibello, il 21 e 22 novembre, porta invece al centro della tavola il Culatello di Zibello DOP, il prodotto che più di ogni altro identifica questa porzione della Bassa. Anche qui la preparazione comincia molto prima del momento della degustazione: dalla coscia del suino viene ricavato e rifilato manualmente il fascio muscolare della parte posteriore, che assume la caratteristica forma a pera. La carne viene salata con sale, pepe e aglio, lasciata riposare, insaccata e strettamente legata; quindi affronta una stagionatura di almeno dieci mesi negli ambienti umidi della Bassa. Prima di essere consumato viene tradizionalmente ammorbidito con il vino e poi privato della pelle, rifilato e affettato sottilmente. Il modo più semplice di gustarlo resta quello che ne esalta maggiormente la consistenza dolce e delicata: fette sottili accompagnate da riccioli di burro fresco, magari insieme a pane e a un bicchiere di Fortana del Taro. Nelle quattro tappe trovano spazio anche Spalla Cruda di Palasone, Spalla Cotta, strolghino, salami e ciccioli, completando una sorta di atlante gastronomico del maiale della Bassa. Lo strolghino, in particolare, nasce dalle rifilature del culatello e viene insaccato in un budello sottile, proprio per ottenere un salame dalla stagionatura più rapida e dal gusto delicato. La spalla cotta, invece, porta sulla tavola una parte del maiale che viene valorizzata attraverso la cottura, mentre i ciccioli nascono dalla lavorazione del grasso e delle parti meno nobili, cotti lentamente, pressati e lasciati raffreddare fino a diventare un alimento compatto e saporito.