domenica, 13 Giugno, 2021

Da dolce dei poveri a specialità pasquale: la fugassa veneta.

Un dolce di morbidissima pasta lievitata che non può mancare nella tavole venete a Pasqua, come da tradizione.

Quella padovana è una cultura enogastronomica molto ricca, che viene reiterata con passione e amore dalle mani esperte dei cuochi professionisti nei ristoranti e dagli appassionati nell’intimità delle proprie case.

Certe cose non cambiano mai e una di queste è sicuramente la fugassa, un dolce tipico delle celebrazioni pasquali in tutto il Veneto. Anche Padova, non manca all’appello.

La sua tradizione culinaria non è fatta solo di bollito e bigoli e la fugassa ne è la prova, diventando uno dei simboli della città!

La fugassa: storia e origini

Si tratta di un dolce casalingo di origini molto antiche.
Questa tipica specialità è stata raffigurata anche nei mosaici di Erode presenti nella Basilica di San Marco a Venezia. Niente male per un semplice dolce pasquale, no?

Un’origine che quindi parte dalla città lagunare ma che si estende in tutta la regione e che trova particolare fortuna specialmente nel padovano e nel vicentino.
Essendo una torta casalinga, non è difficile intuire come questa provenga da una tradizione povera risalente alla cucina popolare.

 

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Una ricetta basata sul riciclo e il riuso di materie prime che non potevano essere buttate. Un grande classico della cucina più umile è appunto il detto “non si butta via niente”.

All’impasto del pane, dunque, venivano aggiunti ingredienti semplici ma genuini come le uova, il burro e lo zucchero.

Il composto veniva successivamente cotto nei forni a legna di una volta e conservava un sapore dolce ma affumicato, quasi familiare. E chi l’avrebbe mai detto che un dolce così umile e quotidiano un tempo si sarebbe trasformato in una torta delle grandi occasioni?

La fugassa in tavola

Oggi, infatti, viene consumato solo durante le feste comandate ed ha ovviamente subito delle piccole variazioni. E’ un pane dolce molto simile alla colomba o al pandoro ma molto meno zuccherino.

Agli ingredienti basici della ricetta antica si aggiungono quindi il lievito, il latte, le mandorle e la buccia di limone.
Naturalmente, non si parte più dalla base del pane vecchio, ma si parte da zero unendo alla farina tutte le altre componenti che, una volta amalgamate e lasciate riposare, vengono cotte in forno.

La classica incisione a forma di croce che campeggia sulla sua crosticina dorata fatta con albumi, zucchero e mandorle, è il suo marchio di fabbrica e la fa sembrare ancora più appetitosa.
Viene fatta dopo la prima lievitazione di una notte intera.

 

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Una volta che l’impasto ha riposato, preferibilmente durante tutta la notte, lo si lavora ancora un po’, unendo il limone grattugiato come tocco finale. La si posiziona, infine, in una teglia rotonda dove verrà appunto incisa e dove riposerà le ultime due ore prima della cottura.

Et voilà! Ecco a voi un dolce tipico delle feste che conserva il sapore della tradizione e riesce a soddisfare i palati di grandi e piccini.

Una cugina della colomba, la fugassa è altrettanto morbida ma racchiude al suo interno dei sapori più agrumati rispetto al dolce pasquale canonico.

E per gli indecisi… perché non provarle entrambe quest’anno?

A cura di Ilenia Pennacchio

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