Pasqua a Rovereto

La tradizione a tavola

Il salato della festa: carne salada, strangolapreti e agnello al forno

Nel cuore della Vallagarina, Rovereto celebra la Pasqua con una cucina che riflette l’anima mitteleuropea del Trentino: sostanza contadina, tecnica precisa e materie prime legate al territorio. Il pranzo si apre spesso con un tagliere di carne salada, specialità nata come metodo di conservazione: manzo magro massaggiato con sale grosso, aglio, alloro, rosmarino e bacche di ginepro, lasciato riposare per settimane prima di essere servito crudo a fettine sottili con olio e limone, oppure leggermente scottato in padella. Accanto, formaggi di malga e pane di segale introducono ai primi piatti. Tra i più identitari spiccano gli strangolapreti, gnocchi rustici preparati con pane raffermo ammollato nel latte, spinaci lessati e tritati, uova e farina. L’impasto viene lavorato a mano, modellato in piccoli cilindri e lessato, poi ripassato nel burro fuso con salvia e una generosa grattugiata di formaggio stagionato. Come secondo, l’agnello al forno con patate e erbe di montagna resta un classico pasquale: carne marinata con vino bianco, aglio e rosmarino, quindi cotta lentamente per mantenere morbidezza e profumo. Piatti che raccontano una Pasqua solida, conviviale, profondamente legata alla terra.

Il dolce della rinascita: fugassa trentina e zelten

Se il salato parla di tradizione rurale, il finale pasquale a Rovereto profuma di burro, frutta secca e lunga lievitazione. Accanto alla colomba, trova spazio la fugazzaa trentina: impasto soffice di farina, uova, zucchero e lievito madre, lavorato a lungo per ottenere una struttura ariosa e profumata, spesso arricchita da scorza di limone o vaniglia. La superficie viene spennellata con latte o tuorlo per una doratura intensa, poi cotta lentamente fino a sviluppare una mollica elastica e fragrante. Non manca lo zelten, dolce di origine antica preparato con farina, fichi secchi, uvetta, noci e mandorle, lasciati macerare nel rum o nella grappa prima di essere uniti all’impasto. È un dolce compatto, ricco, che si conserva a lungo e racconta la storia delle dispense alpine. A chiudere il pranzo, i vini della Vallagarina: le bollicine metodo classico per il brindisi, la Nosiola per accompagnare i formaggi, oppure un rosso strutturato come il Marzemino, capace di sostenere anche le carni arrosto. Un menù imperdibile per tutti i buongustai che desiderano regalare alla Pasqua un genuino e saporito tocco di montagna.