domenica, 13 Giugno, 2021

L’arte del presepe bolognese vanta di una lunga tradizione artigianale: un vero capolavoro!

Non è un caso che proprio a Bologna, nella Basilica di Santo Stefano si trovi il più antico presepe al mondo

Due personaggi bolognesi nel presepio

Il presepe bolognese, insieme a quello napoletano e a quello genovese, vanta una tradizione plurisecolare in Italia. Testimonianze della sua presenza nel territorio durante il XIII secolo giungono intatte fino ai giorni nostri.

La più antica di queste è il presepe della parrocchia di Capugnano nel comune di Porretta Terme, conservato lì almeno dal 1560. Le scene di natività di Bologna sono popolate da statuine non vestite come nella tradizione napoletana, ma scolpite a tutto tondo. Due personaggi prettamente bolognesi sono la Meraviglia e il Dormiglione.

La Meraviglia:
Questo personaggio, solitamente di genere femminile, incarna lo stupore e, appunto, la meraviglia, dei popolani nell’assistere alla nascita miracolosa del figlio di Dio.

La bassa estrazione sociale è testimoniata dallo stile più umile che gli artigiani bolognesi sono soliti usare quando rappresentano personaggi secondari.

I personaggi sacri, invece, sono caratterizzati da uno stile più pregiato e attento al dettaglio.
La meraviglia ha le braccia alzate e la bocca socchiusa in segno di stupore.

Il Dormiglione:
Questo invece è un personaggio che, come suggerisce il nome, è addormentato. Il più delle volte è raffigurato come un pastore ed è ignaro di ciò che sta accadendo. Il suo sonno beato continua indisturbato, anche grazie alla sua posizione isolata. Molto spesso, infatti, questo personaggio è collocato ai margini della scena, ad evidenziare ulteriormente il suo isolamento, mentre una fiaschetta rovesciata lascia intendere una ubriachezza colpevole.

Il presepio della Basilica di Santo Stefano

La caratteristica principale del presepe bolognese è che i personaggi non sono vestiti con abiti di stoffa, bensì interamente scolpiti o modellati.

I materiali utilizzati per esempio nel presepe napoletano, sono legno o ceramica e abiti di stoffa, mentre quelli del presepe bolognese vanno dalla terracotta alla cartapesta, dal legno al gesso, a seconda del metodo di produzione dell’artigiano e alle richieste della clientela a cui è destinato.


Nella Basilica di Santo Stefano a Bologna si conserva il più antico presepe al mondo, considerato peraltro anche uno dei più grandi d’Italia, risalente al XIII secolo.

In epoca medievale Bologna ha conosciuto una grande produzione di arte sacra, stimolata dal flusso di pellegrini che si recavano verso Roma o Gerusalemme o Santiago di Compostela; fu così che in città arrivarono molti scultori e ceramisti che si impegnarono anche nella realizzazione di statue e figure per i presepi delle principali chiese.

La Basilica di Santo Stefano, chiamata anche la Gerusalemme bolognese, ha rappresentato nei secoli un’importante tappa dei pellegrini.

Li possiamo ricordare inchinarsi al cospetto di quelle figure di terracotta dorate così abilmente modellate che costituiscono il presepe più antico al mondo, chiamato Adorazione dei Magi.

I presepi della tradizione

Per tutti coloro che desiderassero ammirare una collezione di presepi tradizionali bolognesi, esposta permanentemente, ci sono il Museo della Beata Vergine di San Luca, la Pinacoteca Nazionale di Bologna e il Museo Davia Bargellini.

Un altro evento storico legato al presepe a Bologna è la tradizionale Gara Diocesana Il Presepio nelle famiglie e nelle collettività. Organizzata per la prima volta nel 1954 dall’allora cardinale di Bologna, Giacomo Lercaro, per promuovere la pratica del presepio nella comunità locale, è tuttora attiva.

Possono gareggiare tutti i presepi, non solo quelli allestiti nelle chiese: alla competizione aderiscono molte scuole, ma anche caserme, ospedali, condomini, gruppi di lavoratori o singoli cittadini.

La manifestazione è così sentita da tutti i bolognesi che ha contribuito a far emergere un nuovo personaggio tipico del presepio, la Curiosa, che guarda interessata la scena ma non si avvicina.

A cura di Ilenia Pennacchio

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