La seconda tappa della Mille Miglia, in programma il 10 giugno 2026, rappresenta uno dei momenti più suggestivi dell’intero percorso, trasformando la corsa in un viaggio attraverso l’Italia più autentica. Gli equipaggi partiranno da Padova dirigendosi verso ovest, attraversando la pianura e toccando città simbolo come Ferrara, Modena e Reggio Emilia, in un susseguirsi di centri storici, piazze monumentali e tratti stradali ricchi di fascino. Dopo la sosta intermedia, il percorso inizierà a cambiare ritmo con l’ascesa verso il Passo dell’Abetone, uno dei passaggi più iconici e impegnativi della giornata, dove curve e dislivelli mettono alla prova precisione e concentrazione. Da qui, la discesa accompagnerà le vetture verso la Toscana, fino all’arrivo tra gli eleganti edifici liberty di Montecatini Terme. È una tappa che sintetizza perfettamente lo spirito della Mille Miglia: un equilibrio tra competizione e scoperta, tra il rombo dei motori e la bellezza dei territori attraversati, in un continuo dialogo tra passato e presente.
La giornata prende il via dal cuore di Padova, con la partenza ufficiale da Prato della Valle, uno degli spazi monumentali più scenografici d’Italia, dove le vetture storiche si allineano tra statue ed elegante architettura in un’atmosfera sospesa tra eleganza e passione. Prima di lasciare la città, la Mille Miglia offre l’occasione di scoprire un patrimonio culturale straordinario, che va dalla Basilica di Sant’Antonio, meta di pellegrinaggi e scrigno d’arte, fino alla Cappella degli Scrovegni, celebre per gli affreschi di Giotto che segnano una svolta nella storia della pittura. Passeggiando tra le piazze, i portici e le vie storiche, si respira un’atmosfera vivace e colta, perfettamente in sintonia con lo spirito della corsa. La partenza da Padova diventa così molto più di un momento sportivo: è un incontro tra motori e bellezza, tra tradizione e identità italiana. Un inizio di tappa che celebra la Mille Miglia come spettacolo diffuso di cultura e territorio.
Nel corso della seconda tappa del 10 giugno, la Mille Miglia attraversa Reggio Emilia, offrendo uno dei passaggi più ricchi di significato culturale dell’intero itinerario. La città, conosciuta come Città del Tricolore, accoglie le vetture storiche tra piazze eleganti e scorci architettonici di grande fascino, trasformando il transito della corsa in un momento di celebrazione collettiva. Il cuore pulsante della città è Piazza Prampolini, dominata dal Duomo e dal Palazzo del Comune, da cui si diramano vie porticate che raccontano secoli di storia urbana. Poco distante si trova Piazza San Prospero, con la basilica dedicata al patrono e il suggestivo gioco prospettico delle statue dei leoni. Tra i luoghi simbolo spicca anche il Teatro Municipale Valli, esempio raffinato di architettura ottocentesca, e il Palazzo dei Musei, custode del patrimonio artistico cittadino. Il passaggio della Mille Miglia tra questi scenari amplifica il dialogo tra motori e storia, rendendo ogni attraversamento un’esperienza immersiva. Reggio Emilia si rivela così tappa ideale per raccontare l’identità italiana tra cultura e tradizione. Un equilibrio perfetto tra eleganza e memoria.
Accanto alla ricchezza artistica, Reggio Emilia offre un patrimonio gastronomico profondamente radicato nel territorio, che accompagna idealmente il passaggio della Mille Miglia con un viaggio nei sapori locali. Tra le eccellenze più rappresentative spicca il Parmigiano Reggiano, simbolo indiscusso della tradizione casearia, prodotto secondo metodi tramandati da secoli nelle campagne circostanti. Accanto a questo, trovano spazio i cappelletti reggiani, ripieni di carne e serviti in brodo, e l’erbazzone, torta salata a base di bietole, Parmigiano e pasta sottile, espressione autentica della cucina contadina. Non manca la tradizione dei salumi, con il salame fiorettino e altre specialità locali, spesso accompagnati da gnocco fritto e tigelle, perfetti per una sosta conviviale. Il tutto si completa con i vini del territorio, come il Lambrusco reggiano, fresco e vivace, capace di esaltare ogni piatto. In questo intreccio di gusto e cultura, la città si conferma non solo luogo di passaggio, ma esperienza completa. Un racconto gastronomico che affianca quello della corsa.
Nel cuore della seconda tappa del 10 giugno, la Mille Miglia attraversa le terre emiliane seguendo un tracciato che unisce grandi città e scenari naturali in continua trasformazione. Dopo il passaggio attraverso Ferrara, con il suo impianto rinascimentale e le geometrie urbane perfettamente conservate, la carovana si muove verso sud-ovest entrando nella pianura modenese e reggiana, dove campi coltivati, filari di pioppi e strade rettilinee accompagnano il ritmo regolare delle vetture storiche. Il percorso tocca Modena e Reggio Emilia, mantenendo una direttrice che ricalca antichi assi viari e che restituisce una visione autentica della Pianura Padana, fatta di spazi aperti e orizzonti ampi. Progressivamente, il paesaggio cambia: le linee si fanno più morbide, i terreni iniziano a salire e l’Appennino si avvicina, segnando il passaggio verso una dimensione più dinamica e impegnativa per gli equipaggi. Questo tratto racconta un’Italia meno monumentale ma profondamente identitaria, dove natura e attività umana convivono in equilibrio lungo un itinerario che prepara alla salita verso il Passo dell’Abetone.
Nel corso della seconda tappa del 10 giugno, la Mille Miglia attraversa Modena, regalando uno dei passaggi più rappresentativi per il legame tra territorio e cultura dei motori. La città accoglie la carovana storica in un contesto urbano raffinato, dove il centro storico si sviluppa attorno a Piazza Grande, dominata dal Duomo romanico e dalla Torre Ghirlandina, simboli indiscussi della città. Le strade che circondano il centro cittadino offrono scorci di grande suggestione, tra portici, palazzi storici e cortili nascosti che raccontano la stratificazione di epoche diverse. Modena è anche patria di una tradizione automobilistica senza eguali, legata a marchi che hanno scritto la storia della velocità e del design, rendendo il passaggio della Mille Miglia particolarmente significativo. Tra una curva e l’altra, il dialogo tra vetture d’epoca e cultura contemporanea si fa evidente, trasformando il transito in un momento che unisce memoria industriale e patrimonio artistico, in un contesto urbano che conserva equilibrio e identità.
Piazza grande non si distingue nel panorama culturale italiano solo per la sua bellezza ma anche per il suo valore riconosciuto internazionalmente.
Il complesso della Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande è stato inserito nel 1997 nella lista dei monumenti protetti dall’Unesco. Fin dal Medioevo, Piazza Grande è stata il centro della vita pubblica modenese: qui si tenevano mercati, assemblee cittadine e perfino esecuzioni capitali. Ancora oggi conserva un’atmosfera autentica, grazie alla pavimentazione in pietra e agli edifici storici che la circondano, come il Palazzo Comunale, con le sue diverse fasi costruttive visibili nella facciata. Uno degli elementi più curiosi della piazza è la cosiddetta “Pietra Ringadora”, un grande masso utilizzato in passato come tribuna per arringare il popolo o per esporre i debitori insolventi al pubblico ludibrio. Questo dettaglio racconta bene quanto la piazza fosse un vero teatro della vita quotidiana e delle dinamiche sociali del tempo. Oggi grazie al passaggio delle mille miglia, piazza grande rinnova la sua bellezza unendo il mondo medievale la bellezza del design novecentesco riconfermandosi come uno dei cuori pulsanti della ita culturale italiana.
Accanto al suo patrimonio storico, Modena si distingue per una tradizione gastronomica tra le più riconoscibili d’Italia, capace di affiancare il passaggio della Mille Miglia con un percorso nei sapori locali. Tra le eccellenze più note spicca l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, prodotto raffinato e prezioso, invecchiato per anni in batterie di botti secondo metodi tramandati nel tempo. La cucina modenese si esprime poi attraverso piatti iconici come i tortellini in brodo, preparati con sfoglia sottile e ricchi ripieni, e lo zampone, spesso protagonista della stagione invernale ma presente come simbolo della tradizione gastronomica cittadina. Non mancano le tigelle e lo gnocco fritto, serviti con salumi locali e formaggi, in un equilibrio tra semplicità e gusto deciso. Il tutto è accompagnato da vini come il Lambrusco modenese, che con il suo sapore inconfondibile completa l’esperienza culinaria, inserendosi perfettamente nel racconto di un territorio che unisce cultura, tradizione motoristica e piacere della tavola.
Nel passaggio della seconda tappa della Mille Miglia attraverso Modena, il territorio circostante offre l’occasione perfetta per ampliare l’itinerario e scoprire alcune delle località più caratteristiche dell’Emilia. A pochi chilometri dal centro, Castelvetro di Modena rappresenta una delle tappe più affascinanti, con il suo nucleo medievale raccolto tra torri, portici e piazze in pietra affacciate sulle colline del Lambrusco. Poco più a sud si incontra Vignola, celebre per la Rocca medievale perfettamente conservata e per il Palazzo Barozzi, capolavoro rinascimentale immerso in un tessuto urbano elegante e raffinato. Proseguendo lungo la valle del Panaro, il paesaggio cambia gradualmente tra vigneti, frutteti e saliscendi che conducono verso Spilamberto, centro legato alla produzione dell’aceto balsamico e custode di antiche acetaie. Questo tratto del territorio modenese restituisce un’immagine completa dell’Emilia più autentica, fatta di piccoli centri, castelli e paesaggi agricoli profondamente legati alla storia locale.
Accanto ai borghi storici, i dintorni di Modena offrono anche una dimensione naturalistica che arricchisce il viaggio oltre il centro urbano. Le colline di Marano sul Panaro e Zocca propongono itinerari panoramici tra boschi, vigneti e strade secondarie ideali per escursioni e percorsi in bicicletta, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi. Più in alto, l’Appennino modenese apre scenari di maggiore respiro con località come Sestola e il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina, area protetta famosa per le sue spettacolari formazioni rocciose e i sentieri immersi nella natura. Qui il paesaggio diventa più verticale e selvaggio, offrendo un’alternativa ideale per chi vuole combinare arte, gastronomia e outdoor. In questo contesto, la visita a Modena si amplia naturalmente in un itinerario più vasto, capace di raccontare l’Emilia attraverso il suo paesaggio, i suoi ritmi lenti e la varietà dei suoi territori.
Il passaggio della carovana della Mille Miglia per Modena mostra come uno degli aspetti più profondi del territorio emerga proprio a tavola, dove la tradizione gastronomica si intreccia con la storia cittadina e con la cultura produttiva della pianura emiliana. Il simbolo assoluto è l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, prodotto nelle acetaie domestiche e storiche attraverso lunghi invecchiamenti in batterie di botti di legni diversi, secondo un processo che può durare oltre dodici anni. La sua origine affonda nel Medioevo, quando veniva considerato un bene prezioso destinato alle famiglie nobili. Accanto al balsamico, il patrimonio modenese si lega alla lavorazione del maiale, con prodotti come lo zampone e il cotechino, nati come metodo di conservazione della carne e diventati nel tempo simboli della cucina locale. Il legame con la terra si ritrova anche nei vigneti che producono Lambrusco di Sorbara e Grasparossa, vini profondamente radicati nel paesaggio agricolo modenese e parte integrante della cultura conviviale cittadina.
La cucina di Modena trova una delle sue espressioni più autentiche nella pasta fresca, vera colonna portante della tradizione domestica emiliana. I tortellini modenesi, serviti rigorosamente in brodo di cappone, rappresentano una delle preparazioni più identitarie, con un ripieno calibrato di carne e Parmigiano Reggiano che segue ricette tramandate da generazioni. Accanto a loro ci sono le tagliatelle al ragù, le lasagne verdi e i passatelli, spesso protagonisti delle tavole festive. Sul versante dei prodotti da forno, spiccano crescentine e gnocco fritto, serviti con salumi come prosciutto, coppa e salame, in un rituale conviviale profondamente radicato nel territorio. Tra i dolci spicca la torta Barozzi, nata nella vicina Vignola, insieme ad altre preparazioni della tradizione emiliana legate alla mandorla e al cacao. Più che un semplice patrimonio culinario, la gastronomia modenese è un sistema culturale fatto di gesti, stagionalità e memoria, che accompagna il visitatore nella comprensione più autentica del territorio.
Proseguendo lungo il tracciato, la Mille Miglia accompagna gli equipaggi verso uno dei momenti più iconici dell’intera giornata, quello in cui la pianura lascia spazio ai rilievi appenninici. Le strade iniziano a salire gradualmente, attraversando aree collinari dove borghi, vigneti e tratti boschivi si alternano con continuità, offrendo scorci sempre diversi. Il percorso verso il Passo dell’Abetone diventa così una sequenza di curve e panorami che mettono in risalto la varietà del territorio emiliano, trasformando la guida in un’esperienza immersiva e profondamente coinvolgente. Qui la corsa cambia ritmo, richiedendo precisione e attenzione, ma al tempo stesso regalando una percezione più intima del paesaggio, lontana dalle grandi direttrici della pianura. È in questo tratto che emerge con forza il senso più profondo della Mille Miglia: un attraversamento continuo di territori diversi, dove ogni chilometro aggiunge un tassello al racconto di un’Italia fatta di natura, storia e cultura diffusa lungo le strade percorse dalla Freccia Rossa.
Nel corso della seconda tappa del 10 giugno, la Mille Miglia attraversa Bologna, regalando a tutti gli appassionati la possibilità di esplorare e scoprire una delle città più belle e iconiche del Belpaese. Il centro storico si sviluppa sotto un sistema di portici unico al mondo, che accompagna il transito delle vetture tra scorci affascinanti e prospettive armoniose. Cuore simbolico della città emiliana è Piazza Maggiore, dominata dalla Basilica di San Petronio e circondata da edifici storici come Palazzo d’Accursio e Palazzo del Podestà, che raccontano il passato civico della città. Poco distante si innalzano le Due Torri, Asinelli e Garisenda, emblemi della Bologna medievale e punti di riferimento visivi lungo il tracciato urbano. Il passaggio della Mille Miglia si inserisce in questo contesto con naturalezza, attraversando vie che da secoli rappresentano un crocevia culturale e commerciale. Bologna si rivela così come una città compatta e stratificata, dove ogni angolo contribuisce a costruire un racconto continuo fatto di storia, architettura e vita quotidiana.
