domenica, 13 Giugno, 2021

Situato in provincia di Vicenza il colle Bastia è uno dei luoghi danteschi

Una visita vi restituirà emozioni uniche, oltre che un viaggio nel passato e nella storia del luogo!

Il colle Bastia tanto speciale per la vista che offre, quanto caro agli abitanti del luogo perché menzionato nella Divina Commedia.

Se vi trovate nei pressi di Bassano del Grappa e vi piacciono le escursioni immersi nella natura, potete facilmente avventurarvi sul Colle di Dante, ai piedi del Monte Grappa, nel piccolo comune di Romano d’Ezzelino.


Dalla sommità del colle Bastia, potete godere del panorama sulla pianura veneta, e allo stesso tempo sostare nei luoghi che il nostro sommo poeta Dante Alighieri menzionò nella sua Divina Commedia.

Romano e la famiglia degli Ezzelini

Forse oggi il nome della città di Romano d’Ezzelino non vi dice molto.

In realtà durante il Medioevo era celebre per le vicende legate ad un certo Ezzelino III, soprannominato Il Tiranno.

Ma da dove deriva il nome di Romano?
Senza dubbio un motivo è quello dell’alleanza veneto-romana avvenuta all’epoca della centuriazione di Cittadella o Bassano.

Il riferimento ad “Ezzelino” riguarda invece la famiglia degli Ezzelini che dopo il 1199 si trasferirono proprio in questa località.

Il potere raggiunto da Ecelo II “il Monaco” e dai due figli (Ezzelino III da Romano e Alberico II o Alberico da Romano) fino al 1260 fu tale che furono ricordati anche come “da Romano”.

Ezzelino III Il Tiranno

Il Colle Bastìa, come già accennato, offre dalla sua cima una splendida vista sulla vallata sottostante.

Ai tempi del Medioevo aveva la funzione di un punto strategico, di difesa e di controllo del territorio.

Divenne perciò la roccaforte di Ezzelino III (1194- 1259), il condottiero Da Romano, acerrimo nemico della Chiesa che divenne famoso con il appellativo di “Tiranno”.

Signore di Padova, Vicenza e Venezia, Ezzelino era abile politicamente e militarmente: dominò grazie alla sua profonda alleanza con il sovrano Federico II, di cui sposò la figlia Selvaggia.

Ma fu ricordato così cruento e malvagio che alla sua morte il castello eretto sul colle Bastia venne raso al suolo per eliminare ogni ricordo del “tiranno”.
Nel 1827,  su progetto di Giovanni Zanardo, venne costruita la torre che oggi svetta sulla cima del colle,  a ricordo di quello storico castello.

Il Colle di Dante

Su questo colle probabilmente il Dante Alighieri non andò mai, ma ne lo menzionò nella Divina Commedia riguardo le vicende del tiranno Ezzelino III.

Il sommo poeta conobbe la sorella di questo, Cunizza da Romano e, colpito dalla sua gentilezza, la menzionò in un passo del Paradiso della Divina Commedia (Canto. IX, v. 25).
Dante Alighieri, guidato da Beatrice, arriva nel cielo di Venere, gli si fa incontro lo spirito luminoso della sorella di Ezzelino III, Cunizza da Romano, che così gli racconta:

In quella parte della terra prava
Italica, che siede intra Rialto
e le fontane di Brenta e di Piava
si leva un Colle e non surge molt’alto
là onde scese già una facella
che fece alla contrada un grande assalto

Il Colle rappresenta il Col Bastia

Anche Ezzelino da Romano venne citato nella Commedia, ma nel canto dell’Inferno e con questi versi: “E quella fronte ch’al ‘l pel così nero è Azzolino” relegato fra i dannati nel 7° cerchio nel canto XII dell’Inferno.

Oltre alla Torre Ezzelina, sul Col Bastia si trovano l’antica chiesetta di Romano e il monumento a Dante Alighieri, dove sono riportate le terzine del Paradiso.


Il colle è poco distante dal centro del paese, raggiungibile fino alla base con l’auto, poi si raggiunge la sommità a piedi, con una passeggiata piacevole di pochi minuti.

A cura di Greta Monterosso

 

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