domenica, 13 Giugno, 2021

In provincia di Pordenone, Sacile colpisce per l’atmosfera veneziana e i giardini lungo le rive del fiume

Nota anche come il Giardino della Serenissima, Sacile con il suo centro storico offre davvero tanto da vedere tra cultura e relax

Il centro storico di Sacile si visita con facilità e si sviluppa su due isole bagnate dal Livenza. Non è certo se si tratti di isole naturali o artificiali, ma sappiamo con certezza che la città crebbe nel VII secolo come presidio sulla strada che portava in Friuli.

Da Sacile veniva portato a Venezia il legname per costruire le gondole, così come tutte le merci poi destinate al Nord Europa.

Ancora oggi in giro per la città si nota il tocco veneto nei tanti canali e ponti, e nei fondaci con duplice ingresso (da terra e dal fiume). Ecco che non è difficile capire perchè ancora oggi è chiamata il “giardino della Serenissima”.

La famiglia Ragazzoni a Sacile

L’essenza di Sacile passa attraverso la vicenda della famiglia Ragazzoni. Questa è stata raccontata attraverso diversi affreschi che si trovano all’interno del Palazzo che dalla famiglia prende il nome: Palazzo Ragazzoni.

Il Palazzo è un simbolo non solo della località, ma anche del suo rapporto con la Serenissima.

Dove ancora si respirano i fasti del sedicesimo secolo, identifichiamo la presenza dei membri della prestigiosa famiglia, come Giacomo, il famoso commerciante che qui ospitò numerosi personaggi illustri della scena internazionale dell’epoca.


Suo padre, affermato mercante veneziano, lo avviò alle pratiche commerciali inviandolo appena quattordicenne a Londra, per far gavetta presso l’agenzia di famiglia. Il ragazzo riuscì a farne una carriera altrettanto florida, mantenendo alto l’onore della famiglia.

Il culmine di questi privilegi fu l’inserimento della rosa, simbolo della casa reale Tudor, nello stemma della famiglia.
La Repubblica veneziana per riconoscenza dei servizi resi nominò i Ragazzoni Conti di Sant’Odorico presso Sacile.

Questo offrì un’opportunità  di affari interessante. Le merci, provenienti dalla succursale in Creta, venivano scaricate dalla flotta commerciale a Sacile, da dove prendevano le vie del nord Europa, mentre si caricavano i prodotti del contado, come il legname per la costruzione di barche e remi.

I Ragazzoni, giocarono ruoli importanti nelle relazioni con gli Ottomani, con la Francia, il papato, Inghilterra e Spagna, accumulando ricchezze immense che, tuttavia, non sopravvissero a lungo alla morte di Giacomo.

Ponte sul Livenza

La storia e il paesaggio di Sacile sono legati al fiume Livenza: da quando la città fu sotto controllo dei veneziani, nel 1420, il commercio fluviale la rese un centro molto potente e trafficato per tre secoli.

Uscendo dalla piazza del Popolo seguendo Via Garibaldi, troviamo il ponte sul Livenza.


Qui possiamo ammirare una delle cartoline più belle  di Sacile: il fiume con il campanile del Duomo.

Il Duomo di San Nicolò a Sacile

Per la dimensione e la solennità, il Duomo di San Nicolò è sicuramente uno dei più suggestivi edifici sacri dell’intera regione.

Qui, Enrico, duca del Friuli, fondò la prima chiesa della città. L’attuale costruzione fu edificata sull’impianto della precedente, tra il 1474 e il 1496, sotto la direzione di Beltrame e Vittorino da Como.

La facciata rinascimentale è ben proporzionata e suddivisa in tre livelli dall’incrocio tra paraste verticali e fascioni orizzontali. Sul punto più alto di essa si ergono tre soggetti scultorei in pietra attribuiti a Giuseppe Giordani: San Nicolò, la Madonna e San Liberale.


Il portale bronzeo con scene dell’Antico e Nuovo Testamento è stato ideato ed in parte realizzato da Pino Casarini, autore anche degli affreschi dell’abside ed è stato portato a termine, alla sua scomparsa, da Don Luciano Carnessali, sacerdote ed artista trentino.

Il campanile svetta maestoso sulla piazza, nonostante il terreno sabbioso ed i frequenti terremoti l’abbiano inclinato. Costruito in muratura con mattoni a vista nel 1568 su disegno di Domenico da Como, termina con un pinnacolo ottagonale sul quale si libra, dal 16 agosto 1957, un angelo anemoscopo in bronzo, alto 2,60 metri.

Lo sapevi che…

Il campanile è alto cinquantadue metri?

A cura di Ilenia Pennacchio

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