domenica, 13 Giugno, 2021

Il Palazzo Zabarella di Padova inaugura la mostra
“I macchiaioli. Capolavori dell’Italia che risorge”

Una mostra-evento che vuole far conoscere questo capitolo della nostra storia artistica e raccontare dei valori dell’uomo

Oltre cento capolavori a testimoniare il mondo particolarmente emotivo, essenziale ma allo stesso tempo audace dei Macchiaioli.

I Macchiaioli dipingevano ciò che la realtà metteva davanti ai loro occhi: i valori dell’uomo eroico e instancabile, della sua forza e del suo coraggio, del suo patriottismo.

Sono spiriti indipendenti e rivoluzionari, con tanta voglia di vivere nella semplicità grandi emozioni, i propri affetti, nonostante le difficoltà.

Cosa significa macchiaiolo? Macchiaiolo è sinonimo di “vita”; quella vita che è la forza stessa dell’amore e che fa essere anche donne e uomini dei giorni d’oggi dei ”Macchiaioli”.

La corrente artistica dei Macchiaioli

I macchiaioli furono artisti attivi in Toscana per circa una dozzina d’anni nella seconda metà dell’800. Dal 1855 al 1867, infatti, si impegnarono a dipingere temi che rifiutavano i temi classici, mitologici e romantici, per favorire quelli più vicini al realismo francese.

Il movimento nasce, appunto, come risposta all’immobilismo troppo formale delle Accademie artistiche, intessendo stretti rapporti con i fermenti dell’ideologia risorgimentale.

Ma come mai si chiamano così?
Ebbene, i macchiaioli affermano la teoria della “macchia”.

Per macchia qui intendiamo quello che noi percepiamo ogniqualvolta la luce tocca qualcosa, trasformandola in una macchia di colore, in una forma variopinta che, a sua volta, si sovrappone ad altre macchie.

Tutte le macchie assieme, formano la visione d’insieme dell’immagine totale. Questa teoria permise agli artisti di smarcarsi dalle formalità dell’arte per rendere sulla tela quello che percepivano in maniera diretta.

Lo sapevi che…

La teoria della macchia precede cronologicamente le enunciazioni teoriche degli impressionisti francesi?

 Silvestro Lega, il Macchiaiolo ”pacato”

Silvestro Lega fu uno dei principali esponenti del movimento artistico dei Macchiaioli.
Nasce a Modigliana il giorno dell’Immacolata Concezione del1826.

Uno dei principali aspetti dei pittori della macchia fu quello di svincolarsi dai formalismi accademici. Infatti, Lega aveva intrapreso una strada alternativa già prima di unirsi alla corrente artistica.

Dopo una parentesi realista, Lega preferì orientarsi su uno stile più “d’impressione”,  basato sull’impiego di macchie di colore e di volumi definiti con il contrasto tra luci e ombre.

Si distinse dagli altri macchiaioli per la sua maniera “pacata”.
I suoi quadri sono appunto pervasi da un’atmosfera tranquilla e soave che pervade le scene tratte da una vita quotidiana gentile ma fatta di strascichi.

Ritrae, infatti, un’Italia ottocentesca segnata dalle fatiche dell’ultimo periodo prima di un’industrializzazione accolta con non poche remore.
A questa fase pacata seguirà un periodo più tormentato, dove i contrasti di luce ed ombra si fanno più accentuati e le scene complessivamente più sintetiche.

A cura di Ilenia Pennacchio

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