martedì, 30 Novembre, 2021

“La Divina Botanica: le erbe, i fiori e gli alberi di Dante”

A 700 anni dalla morte del sommo poeta Dante rivive nella mostra organizzata dall’Università di Ferrara

Dante e l’identità italiana

Ci sono diversi modi per conoscere Dante e la nostra identità nazionale.
A lui dobbiamo la lingua, il racconto, la civiltà.

Molti di noi non sanno che frasi fatte come: “Non mi tange – Senza infamia e senza lode – Cosa fatta, capo ha – Star solo soletto” sono frasi di Dante, mutuate dal linguaggio parlato nei mercati del ‘200.

Una lingua può essere tramandata da un libro, per noi quel libro è la Divina Commedia, sebbene la scuola talvolta non le abbia mai reso reale giustizia.

Perché è importante la Divina Commedia?

Dante l’ha scritta nella sua lingua materna, cioè il fiorentino del 1300. Il poeta sperimenta, plasma questa stessa lingua prima utilizzando un registro alto e poi uno più basso, usando a volte espressioni elegantissime e a volte espressioni anche volgari: in certi punti della Divina commedia Dante adopera perfino parolacce!

Il 90 % delle parole che usiamo oggi, nell’italiano di tutti i giorni, sono già presenti nella Divina Commedia. Sicuramente alcune di queste parole col tempo hanno cambiato significato, ma Dante non è poi così lontano dai giorni nostri come si potrebbe pensare.

Un altro modo per conoscere Dante e quindi la nostra lunga tradizione culturale è andare alla scoperta nel territorio dei famosi “luoghi danteschi”, quelli che sono stati menzionati in questa grande opera letteraria che, oltre ad essere appunto il primo scritto fondativo della nostra lingua nazionale, è anche il primo on the road virtuale ambientato nel centro Italia, tra storie e personaggi che grazie a lui sono riusciti a sopravvivere all’oblio del tempo.

La mostra a palazzo Turchi di Bagno

La mostra “La Divina Botanica: le erbe, i fiori e gli alberi di Dante” è un’ulteriore rilettura inedita del viaggio ultraterreno, e quindi l’ennesima occasione per conoscere una parte della nostra italianità, attraverso gli Erbari antichi dell’Università in un dialogo continuo tra le piante e i canti della Divina Commedia.

Infatti l’evento oltre che celebrare Dante a 700 anni dalla sua morte, rende omaggio anche alla fondazione dell’Orto Botanico dell’Università di Ferrara che festeggia i 250 anni dalla sua inaugurazione.

La botanica della Divina Commedia

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra i botanici e gli italianisti dell’Ateneo ferrarese. Tra i suoi consulenti, il prof. Renato Gerdol, ordinario di Botanica applicata e Prefetto dell’Orto Botanico, e il prof. Paolo Trovato, ordinario di Storia della lingua italiana, che sta concludendo in questi mesi un quasi ventennale lavoro di scavo tra i manoscritti della Commedia in funzione di una nuova edizione scientifica del poema.


Il mondo dantesco è ricco di conoscenze botaniche che, insieme all’interesse per l’astronomia, la geografia, allo studio del cosmo e dei minerali, degli animali, degli elementi atmosferici, è la testimonianza di una straordinaria unità nella cultura di Dante poeta e “scienziato”.

Una mostra per conoscere Dante

La mostra sarà un percorso sorprendente nella selva oscura, a volte trista, a volte antica, in cui si può riconoscere un robusto cerro, abeti, faggi, o anche specie esotiche come l’alloro, il pepe, la mirra, l’incenso.

Fra le piante da frutto, quella più citata è il melo, per i suoi fiori piccoli e soprattutto per le mele, il frutto proibito, e c’è il pruno, l’albero spinoso di Pier delle Vigne e poi datteri, fichi e gelsi. Non potevano mancare l’ulivo e la vite e il significato spirituale di quest’ultima, insieme all’erba che ricorre almeno tredici volte.

Sono molte le valenze simboliche dei fiori, rose, viole, gigli; in alcuni passi, la vegetazione diventa protagonista, sempre a indicare un percorso, a disegnare un’immagine o creare un’allegoria.

La curatrice e ideatrice della mostra è la Dott.ssa Lisa Brancaleoni, che sottolinea: “Il doppio anniversario Dante – Orto Botanico non poteva essere occasione migliore per riaprire la sala delle esposizioni di Palazzo Turchi di Bagno al pubblico, presentando le ricche collezioni dell’Orto Botanico e dell’Erbario mediante i versi del Sommo Poeta.

Poter offrire alla città di Ferrara questa esperienza culturale è un momento di grande soddisfazione per il nostro Ateneo”.

A cura di Greta Monterosso

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