mercoledì, 22 Settembre, 2021

Tre piatti tipici della cucina veneziana che in pochi conoscono

Dei veri cavalli di battaglia che esaltano i sapori tipici di questa terra, immancabili nel menù veneziano

La cucina veneziana è il risultato di un mix di culture e vanta di una tradizione millenaria, con tante contaminazioni legate alla storia di Venezia e alle sue rotte con l’Oriente. 

Queste tre ricette, però, sono delle chicche che solo i veri veneziani (o veneti) conoscono.

Avete mai sentito parlare dei Caramei col steco? Oppure del Risotto coe pevarasse?

Noi abbiamo deciso di svelarvi ogni segreto riguardo questi piatti tipici, proponendovi le ricette originali, da riproporre, perché no, anche durante un pranzo della domenica: un vero menù tutto alla veneziana, dal primo al dessert.

Risotto coe pevarasse


Difficoltà
: media

Tempo: 15 minuti di preparazione e 30 minuti di cottura

Costo: medio

Ingredienti

  • 300 gr di riso carnaroli
  • 80 gr di burro
  • 100 gr di olio d’oliva
  • due spicchi d’aglio
  • 250 gr di vongole
  • 100 gr di vino bianco secco
  • un cucchiaio di prezzemolo tritato
  • brodo
  • pepe
  • sale

Preparazione:

Lavare abbondantemente le vongole in acqua fredda e farle aprire in una casseruola con un po’ d’acqua e a fuoco basso.

Liberare i molluschi dai gusci,  filtrare l’acqua rimasta sul fondo. In un tegame a parte, fare un soffritto con metà del burro, l’olio e l’aglio schiacciato.

Non appena l’aglio sarà imbiondito, toglierlo e aggiungere le vongole sgusciate.
Sfumarle con il vino bianco e aggiungere il prezzemolo.

Alzare la fiamma per far evaporare l’alcol del vino e lasciare cuocere per dieci minuti.
Aggiungere il riso e farlo tostare per un paio di minuti.

Aggiungere il brodo precedentemente salato e far riprendere il bollore.
Mescolare e, man mano che ispessisce il riso, aggiungere altro brodo.

Una volta raggiunta la giusta consistenza, togliere dal fuoco e mantecare con l’altra metà del burro e una buona macinata di pepe.

Bisato in tecia

Uno dei secondi piatti veneziani per eccellenza è l’anguilla in umido, che a Venezia è chiamata “bisato in tecia”. Un sapore forte e inconfondibile che sa di mare e di Natale al tempo stesso. Proponiamo di seguito una ricetta per riprodurlo a casa vostra.


Difficoltà
: media

Tempo: 15 minuti di preparazione e 25 minuti di cottura

Costo: medio

Ingredienti

  • Olio evo q.b.
  • Prezzemolo q.b.
  • Farina q.b.
  • Sedano q.b.
  • Pepe q.b.
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 foglie d’alloro
  • 1,5 kg di anguilla di mare
  • Rosmarino q.b.
  • 1 cipolla
  • 3 cucchiai d’aceto di vino bianco
  • 1 mazzetto di basilico
  • Sale q.b.

Preparazione:

Tritare aglio e cipolla e farli soffriggere in una padella in un filo d’olio evo.

Quando il soffritto sarà imbiondito, aggiungere l’anguilla pulita, tagliata a tocchi e infarinata.
Farla rosolare, irrorarla con tre cucchiai d’aceto e insaporirla con le foglie d’alloro. Aggiustare di sale, pepe e aggiungere un mestolo d’acqua.

Far cuocere per circa 25 minuti ma attenzione!
L’anguilla non dovrà asciugarsi troppo.

Se si asciuga aggiungere ancora un po’ d’acqua.Quando i tocchi di pesce saranno sufficientemente teneri, servire con le erbe aromatiche tritate.

Il bisato in umido è ideale se servito su un letto di polentina bianca fumante.

Lo sapevi che…

Nell’isola di Murano questa preparazione veniva fatta su un piano di pietra arroventata chiamata “ara”? l’ara era usata dai maestri vetrai nelle fornaci.

Caramei col steco

Questi deliziosi dolcetti sono una meraviglia semi-nascosta che solo i veri veneziani conoscono e custodiscono nei ricordi dei Natali della loro infanzia. Prepararli non è poi così complicato. Proponiamo qui una ricetta per riprodurli a casa, per assaporare tutto il sapore delle feste veneziane.


Difficoltà
: media

Tempo: 30 minuti di preparazione

Costo: basso

Ingredienti

  • 300 g di zucchero in polvere
  • un cucchiaio di glucosio
  • un cucchiaio di acqua
  • qualche acino di uva bianca
  • qualche ciliegia denocciolata
  • qualche spicchio di pesca sbucciata
  • 5 albicocche spaccate a metà e liberate dei noccioli
  • 5 prugne secche denocciolate, fatte rinvenire in acqua tiepida ed asciugate
  • qualche gheriglio di noce
  • 5 datteri privati dei noccioli

Preparazione:

Lavate ed asciugate con grande accuratezza tutta la frutta.

In una casseruola, mettete lo zucchero, bagnandolo con dell’acqua, aggiungendo poi il glucosio: portare il tutto ad ebollizione, fintanto che lo zucchero non sarà completamente sciolto e avrà acquisito un colorito tendente al dorato.

Immergete quindi la frutta precedentemente infilata su degli stecchini, rigirandola con cura, fintanto che non saranno ben ricoperti di zucchero.

Lasciateli raffreddare e, quando lo zucchero sarà solidificato, con una forbice da cucina tagliate le eventuali sbavature dello zucchero. Servite in tavola, disponendo gli spiedini su un piatto da portata.

A cura di Ilenia Pennacchio

 

 

 

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