domenica, 13 Giugno, 2021

Il Delta del Po è custode di una biodiversità straordinaria, che lo rende una delle aree naturalisticamente più importanti d’Europa

La varietà degli esseri viventi che popolano queste zone, conta ben 1000 specie di piante identificate e oltre 370 di uccelli.

Miniere di biodiversità

I territori umidi, si sa, sono miniere di biodiversità. L’acqua dà origine alla vita ed è per questo che il Delta del Po è abitato da una flora e una fauna d’eccezione.
L’incontro delle acque dolci del Po con quelle salate dell’Adriatico creano un bacino vitale che, nonostante le conseguenze dell’antropizzazione, continua a prosperare quasi indisturbato.

L’area ospita quasi 1000 specie di piante identificate e una fauna che prevede mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, pesci e alcune specie di invertebrati. Ognuno di questi gioca un ruolo fondamentale nell’equilibrio della laguna del Delta. Tra le 55 specie ittiche della zona, l’anguilla delle valli di Comacchio è di sicuro la più conosciuta.

È proprio nelle valli di Comacchio infatti, che l’anguilla ha trovato il suo habitat naturale, che le permette di vivere e riprodursi. La pesca di questo pesce dal sapore intenso avviene ancora per mezzo di quei metodi antichi come il “lavoriero”, un sistema costituito da camere comunicanti.

Il Delta è inoltre una delle più rilevanti aree ornitologiche europee, nonché la più importante di tutta l’Italia. La sua avifauna annovera 370 specie di uccelli ed attira numerosissimi “birdwatchers” dalle zone limitrofe e non.

Vale la pena ricordare una delle poche colonie europee di fenicotteri rosa che, ogni anno, nidificano proprio qui. Per vederli e ammirarli da lontano, è consigliato concedersi una gita in nave nel Parco del Delta e armarsi di pazienza.

Quanto può offrire un territorio come quello del Delta ormai è chiaro. Visitarlo significa diventare testimoni di scorci mozzafiato retti da equilibri millenari che meritano rispetto e mitezza.

Inarrestabile Delta

Non fatevi ingannare dall’atmosfera immobile del Delta del Po. Si tratta, in realtà, di un paesaggio in continuo divenire, in cui movimenti di acqua e terra quasi impercettibili si susseguono instancabili da millenni. L’area del Delta si estende a vista d’occhio anche grazie al sapiente lavoro di bonifica che si è svolto durante il corso di tutto il secolo scorso.

Il Delta si fa spazio e avanza di circa 70 metri ogni anno. Si tratta di una delle zone umide più estese d’Europa che, per tale ragione, è stata inserita all’interno della lista del Patrimonio Mondiale stilato dall’UNESCO.

Questo importante riconoscimento, conferito nel 1988, ha dato nel corso degli ultimi anni un impulso cruciale per il turismo che, quasi come uno specchio della continua crescita del delta, si sviluppa e si arricchisce di anno in anno.

Numerose sono le attività di svago legata al Delta quali escursioni in barca, a piedi, in bici o a cavallo, alla scoperta della sua natura lussureggiante.

 Gli scanni del Delta del Po

Il Delta come lo conosciamo oggi è il risultato di opere collettive da parte dei locali. Questi hanno, nel corso degli anni, hanno affinato dei metodi idraulici per strappare le terre all’acqua e per mantenerle asciutte per mezzo di idrovore e pompe.

A completamento dell’attività di questi sistemi artificiali, si aggiungono i cosiddetti “scanni” a frenare la continua pressione dell’Adriatico. Si tratta di isole o penisole delle più svariate dimensioni composte di detriti trasportati dal Po lungo il suo percorso attraverso la Pianura.

Questi piccoli appezzamenti di terre resilienti sono il marchio di fabbrica del Delta e sono raggiungibili in barca. Particolarmente suggestivo è Scano Boa, altrimenti detto “l’isola che non c’e”.

Remare alle ultime luci del giorno verso i suoi casoni di canna, circondati da una natura selvaggia ed incontaminata, rappresenta un’esperienza più unica che rara.

A cura di Ilenia Pennacchio

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