lunedì, 14 Giugno, 2021

Belluno, storia e origini di una provincia romana dell’antica Gallia

Belluno e la sua splendida provincia: i luoghi di interesse archeologico del periodo romano e medievale come Lamon, Sedico e Ponte nelle Alpi

Andiamo allora alla scoperta delle origini di Belluno, antica via di transito della valle del fiume Piave, e dei suoi preziosi reperti storici da visitare per conoscere meglio la cultura di questa caratteristica città di montagna!

Monumenti lacustri a Fonzaso

Le origini di Fonzaso, piccolo comune in provincia di Belluno, dovrebbero essere collocate in epoca romana. La località giovò della vicinanza a Feltria, a quel tempo municipio, e al transito della via Paolina, diramazione della più nota via Claudia Augusta Altinate. Risale al periodo delle invasioni barbariche l’erezione di due castelli, l’uno localizzato presso la sella di Arten, l’altro nei pressi del covolo di San Michele, da cui oggi è possibile partire per diverse escursioni, e all’epoca proprietà della famiglia ghibellina dei Fonzasia.

Panorama di Fonzaso, del ponte di Frassenè e del Monte Avena fotografati dal Monte Vallorca

Il 20 gennaio 1875, il Sig. Cav. Luigi Buzzati di Fonzaso scoprì, tra le rovine del Castello di Arten, due bacini e una coppa appartenenti al re Vandalo Geilamiro.

Il primo bacino è di forma circolare, costituito da fine argento con un diametro di 49 centimetri e alto circa 5, che appoggia su una base cilindrica. Nel centro del bacino vi è un cerchio a grafito del diametro di circa 22 centimetri suddiviso al suo interno da 28 raggi.
Tra i due cerchi è presente, in carattere minuscolo gotico, l’iscrizione seguente: “Gelaimir Vandalorum et Alanorum Rex”.

Il secondo bacino, anch’esso di fine argento, del diametro di 28 centimetri e mezzo, contiene al suo interno un rilievo che rappresenta un’allegoria nuziale.
Da un lato vi è un uomo quasi nudo che tiene una mano appoggiata al fianco e con l’altra stringe un’asta. La donna sta sul lato opposto, vicino ad un altare, indossa una veste con alcuni fregi e porge all’uomo un giglio.

Tra i due vi è un bambino che sembra voler presentare la sposa allo sposo, mentre nella parte inferiore, per chiudere la magnifica rappresentazione, vi sono  due colombe che bevono da una coppa, segno dell’unione che si sta per celebrare.

Lamon e il suo ponte romano

Tra le atmosfere rarefatte delle Dolomiti bellunesi è possibile scorgere Lamon, il cui territorio è stato crocevia di varie civiltà e popolazioni. Ognuna di queste, ha lasciato la personale impronta del suo passaggio come un autografo indelebile.

Il “Ponte Romano” e la cornice naturale che gli fa da sfondo sono uno di questi.
Grazie ad un recente restauro, il ponte rappresenta una testimonianza ben conservata del periodo Romano, in cui gli eserciti imperiali si dirigevano nelle terre d’Oltralpe passando proprio per questi territori. Sopravvive, infatti, il profilo della Via Claudia, l’arteria stradale che dal torrente Cismon risale verso l’Altopiano e punta verso il colle San Pietro, dove sono state rinvenute molte monete romane.

Il Ponte romano a Lamon in provincia di Belluno

Le attrattive naturali e archeologiche del luogo, lo rendono un luogo perfetto per escursioni e camminate rilassanti.

La Lotta delle spartane a Villa Patt di Sedico

Al piano terra di Villa Patt, sopravvive un mirabile assaggio di antica Grecia.
Il proprietario di questa Villa d’ozio, Giovanni Antonio de Manzoni, commissionò questo splendido affresco al pittore bellunese Giovanni De Min.  La scena, seppur densa di personaggi e particolari, racchiude un’armonia classicheggiante che si sposa perfettamente con l’atmosfera di Villa Patt.

Figura di rilievo al centro della composizione, Licurgo, che incorona la vincitrice di una gara di lotta. La villa oggi ospita il Museo del 7° Reggimento Alpini che è visitabile contattando la provincia di Belluno.

Le tre torri sopra a Ponte nelle Alpi

A causa della sua ubicazione di perno su tre valli, Ponte nelle Alpi ha ricoperto una posizione strategica fin dal tardo Medioevo.A queste tre valli, corrispondevano tre punti logistico-difensivi fondamentali: il castello Feudale di San Giorgio sopra Soccher, il forte Castellet su Frusseda a monte di Polpet e la piccola fortezza di Casamatta arroccata sul lago di Santa Croce.

Città di Ponte nelle Alpi
Non a caso infatti, lo stemma comunale di Ponte nelle Alpi ritrae un ponte sovrastato da tre torri, corrispondenti a tre fortezze del territorio:

Il castello di San Giorgio, risalente probabilmente al VI secolo, sembra fosse posseduto dai Caminesi, prima vassalli del Vescovo di Belluno e poi come avogari della sua Chiesa.

La Casamatta era una fortezza posta a difesa del territorio della Pieve del Frusseda proprio all’estremità sud da dove era piuttosto facile impedire l’accesso attraverso la strada che saliva dalla Val Lapisina o Fadalto.

Il Castellet era un forte, posto poco più in alto della chiesetta di Sant’Andrea, che pare fosse costruito sulla stessa area occupata precedentemente da un monastero o priorato cistercense. In seguito il fortino sarebbe stato utilizzato dalle truppe napoleoniche.

A cura di Ilenia Pennacchio

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