lunedì, 14 Giugno, 2021

La marantega veneziana, la vecchia da bruciare aspettando la primavera

Nel giorno dedicato ai Tre magi, fin dal Cinquecento Venezia vanta di una lunga tradizione cristiana, un momento di festa nella piazza di San Marco

A Venezia, oggi, il Natale somiglia a quello che si celebra nel resto del mondo.
Oggi i bambini aspettano i regali da Babbo Natale, che con la sua slitta trainata da renne, si cala dai camini per lasciare doni ai piedi dell’albero di Natale.

Un tempo, però, non era così.

Nella tradizione veneziana, i bambini non aspettavano Babbo Natale, bensì la befana, che a Venezia viene chiamata Marantega.

Ancora oggi in molte zone dell’Italia Nord-orientale è tradizione popolare alla vigila dell’Epifania, bruciare la vecchia, la vecia in dialetto veneto: la madre antica appunto da bruciare perché possa rinascere una nuova vita, in primavera.

Chi era la Marantega?

La Marantega, notoriamente, riempie le calze dei bambini di piccoli doni, dolci, caramelle, frutta secca, mandarini e, per i più monelli, anche qualche pezzo di carbone.

La leggenda narra che i tre Re Magi, alla ricerca di Gesù bambino, si fermarono per chiedere la strada ad una buona vecchina.

Lei, però, non aveva idea di dove fosse il bambinello.


Era quindi rammaricata per non saper indicare la via e per non poter lei stessa omaggiare il piccolo con qualche dono.

Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, i tre Re Magi, se ne ripartirono subito di lì in gran fretta, troppo velocemente per la povera vecchina, che avrebbe voluto seguirli per portare i suoi regalini al Bambin Gesù; Da quel momento povera marantega, che non giunse mai nella capanna della Nascita, continua a cercare per tutto il mondo il Bambinello e, nella speranza di trovarlo, dispensa a tutti bimbi buoni i doni che porta sempre con sé.

Non diversamente da Babbo Natale oggi, anche la Marantega veniva accolta da latte e biscotti, e magari un bicchierino di vino o di grappa a parte. Prima di andare a letto, ogni bambino posizionava con cura il piatto e il bicchiere e cantava questa filastrocca:

Marantega barola

T’ho parecià la tola

Adesso vago in leto

Xe un ano che te speto

Go meso qua la calzeta mia

Impenissimela de robe bone

E po scampa via

La festa che viene organizzata in Piazza San Marco è davvero caratteristica.

Oltre al tradizionale appuntamento con la simpatica regata dell’Epifania, organizzata dalla più antica Società di canottaggio della Città, la Bucintoro, il giorno dell’Epifania siete a Venezia, non mancate di andare a mezzogiorno in Piazza San Marco e allo scoccare dell’ora guardate la Torre dell’orologio: assisterete alla processione dei Magi davanti alla statua della Vergine.

Lo sapevi che…

Con l’espressione in dialetto veneziano “xe na marantega” si vuole intendere una donna vecchia e brutta.

dicesi per disprezzo di Donna vecchia, deforme, aggrinzata e secca

G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, Venezia 1867

A cura di Ilenia Pennacchio

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