domenica, 13 Giugno, 2021

La ricetta originale e infallibile per preparare dei veri canederli trentini

Un piatto gustoso che mette tutti d’accordo. Ma quali sono i segreti per ottenere dei canederli perfetti?

È un piatto tipico famosissimo: sono i Canederli trentini che assaporati in brodo, o semplicemente come polpettine restituiscono sempre un piacere per il palato!

E per gustarseli, è vero, recarsi in un ristorante tipico del luogo sicuramente è la scelta più azzeccata, ma possiamo anche preparali in casa e servirli in un pranzo della domenica.

La ricetta è molto semplice, basta affidarsi alla ricetta originale e aggiungendo qualche accortezza, qualche piccolo segreto, vi sembrerà di gustare dei veri e propri canederli di montagna.

Ma innanzitutto, vi siete mai chiesti quale sia l’origine di questo piatto della tradizione?

Un po’ di storia

Sono un primo piatto autunnale-invernale molto nutriente la cui origine va ricercata nell’antica tradizione contadina e pastorale: un piatto nato per riutilizzare gli avanzi.

Infatti, inizialmente consistevano in semplici polpette di pane raffermo tagliato a cubetti, amalgamato con latte o acqua e uova.

La loro storia è antica e avvolta da un’aura leggendaria. 

Con ogni probabilità la ricetta nasce in Baviera, nella Germania del Sud, ed è vicina alla tradizione tedesca e austriaca: ma il piatto è assolutamente italiano e in particolare del Trentino Alto Adige.
La data precisa non si conosce ma una cosa è certa: hanno almeno 900 anni perché vengono rappresentati in un affresco del 1180. 

Foto di Angelika Schwarz su IDM Alto Adige

L’affresco a cui si fa riferimento è nientemeno che al Castello di Hocheppan d’Appiano, vicino Bolzano.
Un tesoro inestimabile del Medioevo trentino con una serie di affreschi celebri in tutto il mondo tant’è che la cappella del castello è soprannominata “la Cappella Sistina delle Alpi”.

Vanta affreschi romanici del XIII secolo che raffigurano motivi tipici dell’epoca medievale, come una scena di caccia o la famosa Knödelesserinla mangiatrice di canederli appunto.

L’episodio leggendario, che narra la nascita dei canederli vede il coinvolgimento dei  lanzichenecchi, i feroci guerrieri mercenari che affamati entrarono in un locale del Trentino chiedendo del cibo.

Per incalzare l’oste gli uomini avrebbero sequestrato moglie e figlia del proprietario che si fece bastare quel poco che c’era in cucina: cipolle, uova, pane raffermo, latte, farina e speck.

Impastò le pallette e le cosse in acqua bollente riuscendo a salvare la propria vita e quella delle due donne.

I canederli colpirono a tal punto i barbari che, talmente sazi e appagati, addirittura avrebbero pagato le cuoche con delle monete d’oro!

La ricetta originale

canederli (knödel, dal tedesco knot, cioè nodo), iscritti nell’elenco PAT (Prodotti Agroalimentari Tipici) del Ministero dell’Agricoltura, altro non sono che grandi gnocchi a base come detto di pane raffermo e speck.

La ricetta che vi proponiamo è quella  depositata dall’Accademia Italiana della Cucina con atto Notaio Finelli di Bolzano di data 8 agosto 2003.

In realtà l’ impasto può variare in tutti gli ingredienti tranne che nel pane vecchio: per accontentare tutti i gusti al posto dello speck si possono utilizzare le barbabietole, gli spinaci o aggiungere nell’impasto diverse tipologie di formaggio. 


Difficoltà
: media

Tempo: 15 minuti di preparazione e 15 minuti di cottura

Costo: basso

Vino in abbinamento: Gewurztraminer, uno dei vini tipici trentini

Ingredienti (per 4-8 persone)

  • 250 g di pane raffermo
  • 150 g di Speck dell’Alto Adige
  • 1/4 di latte
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio di cipolla, tritata finemente
  • 1 cucchiaio di burro
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • 1 cucchiaio di erba cipollina tritata
  • farina, la minor quantità possibile, non oltre 30 grammi
  • q.b. sale e pepe

Preparazione:

Rosolare la cipolla nel burro ed aggiungere lo Speck, poi mescolare il tutto in un recipiente con il pane.

Sbattere le uova, aggiungere il latte, il prezzemolo e l’erba cipollina, aggiungere sale e pepe e  mescolare  l’impasto e lasciandolo riposare per 15 minuti o poco più.

Aggiungere un po’ di farina; la quantità deve variare a seconda della consistenza del pane bagnato e può essere valutato nella giusta misura solo con l’esperienza; in genere si utilizzano uno o due cucchiai di  (la farina può essere eliminata  se si usa latte caldo).

Formare con le mani i Knödel nella loro forma di diametro di circa 5-6 cm.

Il Knödel (anche quello da servire poi in brodo) va messo in acqua salata bollente e poi cotto per 15 minuti circa al minimo bollore.

Cinque segreti per dei canederli perfetti

  • Meglio il pane raffermo di quello fresco, ma in mancanza potete tranquillamente usare quello fresco.
    Si usa pane bianco tagliato a dadini di circa mezzo cm di lato.
  • Lo speck va aggiunto con la sua parte di grasso, tagliato a dadini fini di 2-3 mm di lato, tenendo presente che se sono troppo grossi compromettono la tenuta del Knödel.
  • Creare i canederli con le mani bagnate, sarà più facile dare loro la forma, resteranno belli lisci in superficie e, soprattutto, non si sfalderanno.
  • In questa fase è importante che il pane venga lavorato con delicatezza in modo che non si spiaccichi ma conservi la sua struttura porosa.
  • L’impasto non deve essere né troppo morbido né troppo umido. Il Knödel non deve essere né asciutto né molle.
    Se è troppo molle, non rassodare con farina ma con il pangrattato.
    Potete usarli in brodo, in insalata o come contorno, come usa molto nei paesi dove nascono.

Lo sapevi che…

Un solo ingrediente distingue i canederli alla tirolese dai canederli trentini: gli gnocchi di pane realizzati con pane bianco raffermo, erba cipollina, uova, speck e cipolla sono alla tirolese, se c’è l’aggiunta della luganega affumicata, la salsiccia tipica del Nord Italia sono invece canederli alla trentina.

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