mercoledì, 22 Settembre, 2021

Un minuscolo fiore che fin dai primi decenni dell’Ottocento si lega indissolubilmente al nome della città di Parma

La violetta di parma è un simbolo della città, ancor di più il profumo che ne è stato ricavato e di cui si è festeggiato nel 2016  il bicentenario dell’arrivo nel ducato

Parma fu una città più colte del Rinascimento; il Ducato di Parma vide la successione di ben otto duchi e la costruzione, in quest’epoca, di moltissimi edifici storici.

Il felice ducato di Maria Luigia D’Asburgo, seconda moglie di Napoleone Bonaparte fece un regalo alla città, donando un periodo di prosperità e pace alla città di Parma.
Tra le tante cose preziose, anche un profumo indimenticabile ora, come allora: quello alla Violetta.

Una fragranza ancora oggi molto apprezzata.

Classica, magari un po’ vintage, dai toni inebrianti, ma delicatissimi. Porta alla mente subito la stagione fresca e profumata della primavera e ricordi di quando si era piccoli,  spesso legati alle nonne.

La violetta di Maria Luigia d’Austria

Maria Luigia d’Austria fu duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1816 al 1847.
Tuttavia, come la maggior parte delle donne dell’epoca, la sua fama viene ricondotta ad un uomo.

Il motivo principale per cui viene ricordata, infatti, è quello di essere stata la seconda moglie di Napoleone Bonaparte.

Riuscì, comunque, a governare in modo saggio ed attento alle esigenze dei suoi sudditi.
Quest’equilibrio amministrativo la rese molto amata dal popolo del Ducato e, la sua raffinata eleganza la rese un punto di riferimento per le tendenze della moda coeva.

Il Teatro regio di Parma, uno dei simboli della città fu infatti costruito proprio su commissione di Maria Luigia d’Austria.


Maria Luigia d’Austria aveva una particolare predilezione per la violetta. Apprezzava a tal punto questo fiore che decise di coltivarlo e di farlo diventare il suo simbolo.

Ella stessa apponeva in forma di disegno accanto o al posto della sua firma una piccola violetta.

L’amore per tale fiore la indusse a richiedere ai frati del Convento dell’Annunciata in Parma di ricavarne un profumo, che inizialmente fu prodotto ad uso esclusivo di Maria Luigia.

Ludovico Borsari ottenne poi la ricetta per produrlo industrialmente. Ancora oggi questo profumo, caratterizzato da splendide confezioni, è acquistabile nella migliori profumerie di Parma.

A cura di Ilenia Pennacchio

 

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