martedì, 30 Novembre, 2021

 

Uno sguardo “Oltre il Divisionismo” alla sua grande vocazione narrativa fino al 26 dicembre

Chi è Giovanni Battista Ferrara?

Giovanni Battista Crema (Ferrara, 1883 – Roma, 1964) è stato un pittore italiano. Crema nasce a Ferrara nel 1883. Nel 1889 si trasferì a Napoli per studiare sotto Michele Cammarano e Domenico Morelli all’Accademia di Belle Arti di Napoli.


Si trasferisce quindi a Bologna per terminare gli studi. Dal 1903 al 1964 vive a Roma. Crema, dipinse principalmente soggetti sociali, interpretando la modernità e le contraddizioni del Novecento. Rimane fedele, ed anche uno dei maggiori esponenti italiani, alla tecnica divisionista. Il nome deriva dalla tecnica di accostamento di colori puri, ma sempre divisi, basata sulle teorie di Chevreul.

Chevreul sostiene che il contrasto simultaneo, accostando minuscoli tratti e punti sulla tela, permetta sia di ottenere la massima luminosità, sia una visione organica e piacevole dell’opera, trasferendo nei nostri occhi la fusione dei colori, e non sulla tela.

Le opere

I francesi si sono poi concentrati sull’aspetto tecnico, dando vita al movimento puntinista; invece, in Italia nel 1891, nasce all’Accademia di Brera, il divisionismo, seppur figlio della stessa matrice, ha volto particolare attenzione sull’aspetto simbolico delle opere.

Importante è l’uso della luce, sempre diffusa e protagonista, assumendo un valore mistico, teso a coinvolgere sentimentalmente l’osservatore.   


Una città dedicata

La città di Crema, Ferrara, adesso, gli ha dedicato una mostra “oltre il divisionismo”, fino al 26 dicembre, che ripercorre la sua ricca carriera artistica, dal fervente periodo degli anni giovanile dedicato al socialismo umanitario, fino alla maturità del realismo e simbolismo. Il percorso si snocciola facilmente davanti ai visitatori, trasportati dalle sue opere di forte vocazione narrativa.

La mostra

La mostra presenta oltre 120 opere suddivise in sezioni tematiche (“Il divisionismo”, “Suggestioni simboliste”, “Il mito di Ferrara”, “Racconti di vita quotidiana”, “I nudi”, “Crema pittore di guerra”, “Il dramma del XX secolo”, “La grafica”) provenienti dalle raccolte civiche ferraresi, musei, istituzioni e collezioni private, ed è corredata da documenti inediti dell’archivio degli eredi dell’artista.

Tra i capolavori esposti spiccano il grande trittico L’istoria dei ciechi dolorosa (1904), la monumentale tela de Le Danzatrici (1921), l’opera ispirata alla tragica vicenda di Parisina Malatesta (1921), la visionaria, drammatica allegoria del Secolo XX (1935), e il ciclo intitolato Itala gens (1938 circa).

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