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domenica, 16 Giugno, 2024

Emozioni dolomitiche lungo la Tappa 19 a Longarone. Fermate a Ponte nelle Alpi, Agordo, Passo Giau e Cortina d’Ampezzo

a cura di Sara Scano

Scatta la “febbre rosa” per uno degli eventi più attesi dell’anno 2023: il Giro d’Italia ritorna tra le strade del Belpaese per una nuova imperdibile competizione su due ruote. Dal 6 al 28 maggio, i grandi campioni della bicicletta torneranno in sella per affrontare un percorso lungo oltre 3.000 chilometri totali lungo le principali città d’Italia.

Per questa 106a edizione, la striscia di partenza aspetta i suoi campioni a Fossacesia Marina, piccolo  comune della provincia di Chieti che sorge sulle verdi colline di Venere, in Abruzzo, per cominciare un’avventura mozzafiato che terminerà con la sua ventunesima tappa nella capitale romana, con la passerella dei Fori Imperiali. Non mancheranno le salite ripide, come quelle del Gran Sasso d’Italia, le Tre Cime di Lavaredo e il Passo Giau, e i numerosi dislivelli che metteranno in difficoltà i partecipanti lungo il tragitto, creando dei momenti appassionanti di alta tensione.

Segnate questa data: venerdì 26 maggio la competizione su due ruote più seguita dalla nazione, si sposta in una delle tappe più affascinanti del corteo ciclistico. Numero 19 nel percorso, il comune di Longarone accoglie i campioni del Giro e i loro tifosi tra le sue meravigliose valli incantate.

 

Seguendo il corso del fiume Grisol, si apre un mosaico straordinario di ambienti e paesaggi che colorano il sentiero con tinte smeraldo e azzurre: la gigantesca Foresta di Cajada, sospesa sulla Valle del Desedan, le radure ondulate e le verdi conche della località di Palughet, sono solo alcuni dei pennelli che disegnano questo quadro variopinto da ammirare con attenzione.

Non dimenticate di visitare anche i bellissimi monumenti, incastonati come perle nel dipinto naturale: la Chiesa di Santa Maria Immacolata, nota anche come Monumentale di Longarone, dedicata alle vittime della tragedia del Vajont, la Chiesa di Castellavazzo che conserva al suo interno imperdibili opere d’arte, tra cui una tela seicentesca rappresentante la Madonna del Rosario e la pala d’altare di Egidio Dall’Oglio.

Forma triangolare, architettura originale, affacciata su un dirupo a strapiombo sul Piave, la Torre della Gardona non può non attirare gli sguardi incuriositi di ogni passante: oggi simbolo araldico dello stemma comunale, svolgeva un importante ruolo di controllo doganale per il transito verso la zona di Cadore.

La gara è ufficialmente cominciata: non resta che scoprire quali saranno le prossime tappe.

 

Primo step: Ponte nelle Alpi

Prima fermata del tracciato bellunese è Ponte nelle Alpi, centro urbano multiforme che custodisce piccoli borghi e luoghi ricchi di storia, circondato dai monti e attraversato dal Piave. Sviluppato sulle due rive del fiume, a 400 m di altitudine, questo ambiente fiorente di bellezza e tradizioni accoglie il corteo di biciclette e i suoi ammiratori, offrendo diversi spunti per una breve vacanza nell’aria di montagna.

Il passato locale respira ancore nelle antiche rovine di torri e castelli che sorvegliano questo posto unico, nel corso del tempo: il Castello feudale di San Giorgio a Soccher, la Fortezza di Casamatta in Alpago, il Forte Castellet sul Frusseda nei pressi di Polpet, sono alcuni dei tesori architettonici locali, assolutamente da visitare. Abitato sin dall’era preistorica, è possibile trovare ancora oggi tra le vie del paese, dei reperti antichissimi: nell’area di Col di Pera e del Sass de Pescamon, sono stati ritrovati dei monili ed oggetti che risalgono all’età della pietra, mentre nella zona di Polpet si può osservare un tratto di un’antica via Romana. Iscrizioni paleovenete, tombe, vasi di creta e di metallo sono solo alcuni dei ricordi che si possono rispolverare passeggiando per le strade della località bellunese.

Per vivere in prima persona un’esperienza immersiva nelle tradizioni e nei costumi della zona, è stato creato l’Ecomuseo del Piave, itinerario ad anello di bassa difficoltà che, partendo dal piccolo teatro G. Pierobon di Paiane, porta al sito archeologico di Reveane, alla scoperta delle zone più peculiari attraversate dalla storia, e dei reperti che raccontano le abitudini degli antichi abitanti.

Tutt’intorno a Ponte nelle Alpi si apre un territorio magnifico da scoprire in un’infinità di modi diversi, adatti per ogni esploratore. A pochi minuti dalla località, si possono raggiungere mete straordinarie come Pieve di Cadore o Cortina d’Ampezzo, ma una fermata nel Nevegal è d’obbligo: si tratta di un importante centro sciistico bellunese in cui dare vita ad attività indimenticabili nell’aria di montagna, come gite di gruppo, escursioni e trekking.

Dopo oltre 40 km la competizione continua, prossima fermata: Agordo.

 

Pedalando verso Agordo: borgo incastonato tra le Dolomiti

Ad un’altezza di 611 m sul livello del mare, il corteo su ruote raggiungerà una delle perle più preziose del Veneto: la graziosa cittadina di Agordo accoglie i corridori e i loro tifosi tra le sue splendide valli baciate dal sole, incastonate in una cornice di cime maestose, come quelle di i San Sebastiano, Tamer e Moschesin, e il gruppo della Moiazza-Civetta.

Inebriati dalla bellezza del luogo e dall’atmosfera competitiva, anche i visitatori dell’evento ciclistico potranno vivere delle esperienze adrenaliniche e stimolanti immergendosi in profondità nelle zone più peculiari dell’Agordino. Sentieri e mulattiere che attraversano le pendici dolomitiche sono il teatro perfetto per mettere in scena escursioni e passeggiate mozzafiato, lungo le strade più celebri come l’Alta Via delle Dolomiti n.1 Braves-Belluno o il Sentiero Geologico. Quest’ultimo, in particolare, permette di scoprire la duplice natura di Agordo, un corpo roccioso costituito dai “Monti Pallidi” e dalle sue peculiarità paesaggistiche e un cuore veneziano che pulsa nel suo centro storico, nei monumenti e nelle tradizioni.

 

Se tutto ciò non basta per soddisfare la sete di adrenalina, il territorio offre agli sportivi in erba un ampio ventaglio di attività ad alta quota. Molto apprezzata è l’arrampicata sportiva, che portò alla nascita di alcune delle più vecchie squadre di alpinisti, tra le pareti verticali delle montagne e all’interno di un’attrezzata palestra di roccia naturale, situata nella frazione di Farenzena alle pendici del Monte Framont. Poco distante, nella località del Moiazza, si può raggiungere un altro punto chiave delle esperienze grintose della Conca Agordina: la famosa Ferrata Costantini è un vero must per gli appassionati delle vie ferrate e richiede un’ottima conoscenza e preparazione fisica.

Ma lo sport non è l’unica risorsa che Agordo può offrire ai suoi preziosi ospiti: ci sono infatti numerose opportunità anche dal punto di vista culturale che non deluderanno le aspettative.

Le Miniere della Valle Imperina, che ospitano interessanti esposizioni, il Museo Mineralogico e Paleontologico e il Museo dell’Occhiale ad Agordo, che meritano assolutamente di essere visitati, così come il Museo del Seggiolaio a Gosaldo e il Museo Etnografico di Taibon, nuovo di zecca.

Dopo tutte queste fatiche è il momento di concedersi un po’ di sano riposo e di riempirsi lo stomaco con qualche leccornia tipica. Le malghe e gli agriturismi accolgono con gioia ogni visitatore interessato a scoprire tutti i segreti sui prodotti che caratterizzano la zona: polenta e pastìn, lo schìz, selvaggina, minestre e risotti con “sgrisoi” e “bruscandoi”, dolci caserecci come i crostoli e i “bagai”, senza dimenticare le grappe aromatizzate con i profumi del bosco, l’ideale per terminare un pranzo abbondante.

Non si può lasciare la tavola senza aver assaporato uno dei formaggi unici della malga, tesoro culinario della tradizione lattiero-casearia locale. La Latteria di Vallata di Agordo costituisce infatti una tappa importante della Strada dei Formaggi delle Dolomiti Bellunesi, itinerario turistico straordinario tra le eccellenze del territorio.

 

Manca poco alla meta: i campioni del Giro d’Italia si avvicinano al traguardo della Tappa 19 vicino alle Tre Cime di Lavaredo, ma prima ci aspetta un’altra importante zona da visitare.

Facciamo una sosta a Passo Giau

Punto di contatto tra la bella Cortina d’Ampezzo e Selva di Cadore, il Passo Giau è una delle zone più splendide del territorio bellunese, famosa per essere il centro di eventi sportivi di grande rilievo, come il nostro Giro d’Italia e la Maratona delle Dolomiti.

Ma anche gli atleti in erba possono prendere parte al divertimento ad alta quota grazie alla lunga serie di attività mozzafiato che la località offre in qualsiasi momento dell’anno. Durante la stagione invernale, gli impianti di risalita del Lagazuoi-Cinque Torri saranno messi a disposizione di chiunque voglia cimentarsi in percorsi e itinerari tinti di bianco, tra le meraviglie del paesaggio montano. Non solo, il Giau è stato eletto miglior posto in cui praticare lo snowkite, disciplina poco nota ma ugualmente emozionante, che combina l’utilizzo degli scii a quello dell’aquilone.

Quando le temperature si fanno più miti le attrazioni non smettono di attirare interessati di ogni parte d’Italia. Imperdibili competizioni ad alta velocità e una fitta rete di sentieri da scoprire, saranno il teatro perfetto delle vacanze primaverili per tutta la famiglia.

Dopo questa piccola sosta è ora di rimettersi in viaggio. Si pedala verso Cortina!

Fermata a Cortina d’Ampezzo per un po’ di sano divertimento

Percorrendo l’ultimo tratto, tra i pendii e le vette delle montagne, le discese ripide e le salite, le biciclette più seguite del Belpaese raggiungono una delle località più amate del territorio dolomitico.

Senza bisogno di presentazioni, Cortina d’Ampezzo è uno dei gioielli più luminosi della corona dolomitica e in ogni momento dell’anno attira a sé migliaia di turisti e amanti degli sport invernali. Ma non solo: l’ambiente montano può dare il meglio di sé anche durante i mesi primaverili, quando un leggero tepore pervade l’atmosfera e le fioriture cominciano piano piano ad illuminare i prati. Il periodo tra marzo e aprile è l’ideale per assistere ad uno spettacolo straordinario, in cui piccole gemme germogliano sulle distese verdi che, con il passare delle settimane, portano i loro colori sempre più in alto, regalando dipinti meravigliosi e forti contrasti nel paesaggio innevato.

Durante la stagione calda, tutto l’ ambiente di Cortina si trasforma in una giostra a cielo aperto, in grado di diffondere la calma e l’armonia che solo il contatto con la natura riesce a trasmettere. Perdersi in lunghe passeggiate in uno dei numerosi sentieri che serpeggiano tra i boschi, camminare al ritmo dello scorrere dei ruscelli, lasciarsi incantare dalle cascate cristalline e respirare l’ara fresca dei monti, sono attività veramente imperdibili per ritrovare il benessere fisico e mentale. Ma c’è di più; la Conca Ampezzana può essere attraversata anche in sella alla propria bici, perlustrando le zone più magiche e pittoresche. Dagli itinerari storici del Giro d’Italia, alle valli sconfinate, sino ai piccoli paesi più caratteristici, come Cadore, Val Pusteria e Val Badia, c’è l’imbarazzo della scelta tra i percorsi proposti, adatti alle esigenze di principianti e bikers esperti.

Inoltre, per chi non teme l’altezza, un grande numero di sentieri porterà i più temerari tra i passi e le vette più speciali delle Dolomiti di Cortina, tra dislivelli di oltre 1000 metri e le zone più tortuose come il Passo Pordoi e il Passo Giau, alla scoperta della Marmolada, dell’Antelao e del Pelmo e delle altre cime più splendide.

Anche i piccoli visitatori avranno il loro menu di attività, da condividere con tutta la famiglia per una vacanza spassosa. Con un sistema di cavi, funi e reti, il Parco Avventura invita i giovani esploratori per vivere un’esperienza entusiasmante totalmente immersa nella natura: oltre 140 passaggi da un albero all’altro, ponti tibetani, carrucole e attraversamenti sempre diversi, in cui la sicurezza e il divertimento sono garantiti. Ma non è tutto: una sezione apposita di itinerari è riservata ai “baby escursionisti”, partendo dalle mini gite sulle sponde dei laghetti, ai sentieri lungo le malghe in cui mucche, pony, cavalli e tanti altri animali aspettano di essere coccolati.

Esistono inoltre dei percorsi didattici, pensati per i più piccini, che permetteranno loro di imparare e riconoscere i nomi dei fiori e degli alberi che crescono sulle valli della Conca e attorno alle cime dolomitiche.

 

 

 

 

 

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